Bisogna fidarsi dei promotori finanziari?

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Periodicamente qualcuno mi chiede se bisogna fidarsi dei promotori finanziari, e come fare a capirlo. E’ una domanda cui ovviamente non si può rispondere con un semplice “sì” o un “no”, perché non si può generalizzare un intera categoria: alcuni promotori finanziari sono affidabili, ma ovviamente (come in ongi categoria) ci sono i “furbetti” e anche gli improvvisati o addirittura incompetenti. In generale, un promotore finanziario dovrebbe avere interesse che il (potenziale) cliente rimanga soddisfatto (e quindi a comportarsi bene), dato che in genere perdere un cliente costa molto di più che perdere una vendita.

Ma per approfondire la questione, partiamo da una piccola considerazione provocatoria: se avete tanto bisogno di qualcuno di cui fidarsi sempre e comunque, forse non avete bisogno di un promotore, ma di un fiduciario. Il lavoro di un promotore non dovrebbe essere quello di gestire il vostro patrimonio al posto vostro, ma piuttosto fondamentalmente quello di dare suggerimenti, ma spetta ai clienti la scelta attiva di se e come fare eventuali investimenti (un tema che abbiamo discusso più e più volte).

Se partiamo da questa idea, allora la questione diventa diversa, perché non parliamo più di fiducia nella persona promotore finanziario, ma di “oggettività” del raccogliere tutte le informazioni che vi permettono di comprendere appieno l’investimento che viene proposto, in modo da poter valutare voi in prima persona se faccia al caso nostro o meno.

Quindi la questione si può risolvere in un po’ domande di base, tra cui ad esempio:

  • chiedere perché una soluzione è differente rispetto ad altre simili.
  • chiedere perché la soluzione proposta secondo lui va bene per voi.
  • chidere cosa succede in caso si verifichino scenari diversi da quelli presentati come esempio (un promotore finanziario dovrebbe fare degli esempi di cosa succede in diverse situazioni di mercato). Questo perché gli esempi sono spesso fatti con numeri che aiutano ad evidenziare i vantaggi di una specifica soluzione — non è di per sé una colpa, se si tratta di esempi realmente generallizzabili.
  • porre tutte le domande relativi agli aspetti che considerate importanti (es. liquidità dell’investimento, possibilità di “uscire” anticipatamente rispetto alla scadenza prospettata, ecc.).
  • evitare però di farsi sommergere dalle informazioni: a volte troppi dati possono finire con il confondere. E’ necessario focalizzarsi sulle questioni principali (possibilmente, riuscendo a separarle una alla volta), soprattutto all’inizio, e rinviare i “particolari” a ulteriori approfondimenti
  • ricordate sempre che le decisioni spettano a voi (e pesano su di voi).

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Ricerche Frequenti:

  • accordo con promotore finanziario cosa mi succede

5 pensieri su “Bisogna fidarsi dei promotori finanziari?”

  1. Qualche mese fà mio padre (pensionato, ex-operaio) è stato in banca, aveva qualche spicciolo sul C/C che voleva mettere da qualche parte. E’ tornato con delle brochure di strumenti finanziari derivati che, semplicemente, non era in grado di capire. Mi sono “incazzato” come una iena, e volevo andare in banca a dirgliene quattro: non è il modo di trattare un piccolo risparmiatore come mio padre. Ho lasciato perdere, ho realizzato che mi sarei incazzato con le persone sbagliate: dei impiegati che ricevono indicazione di vendere A piuttosto che B. Solo che non tutti hanno a disposizione un figlio che non è certo un mago della finanza, ma almeno i concetti basilari dell’economia e degli strumenti finanziari li conosce. Che tristezza. Qualcuno sà dov’è finita la deontologia professionale ?

  2. Mio padre fa il promotore finanziario da circa 40 anni e direi che è uno di quelli di cui ci si può fidare.

    Sono d’accordo con te, in particolare dopo il boom delle iscrizioni degli anni ’90, che ora ci sono talmente tanti promotori che dare un giudizio assoluto è impossibile: si troverà sempre quello che anzichè consigliare quello che è meglio per il cliente, consiglierà quello che è più favorevole alle proprie tasche grazie a commissioni più elevate.

    Personalmente ritengo comunque che comunque ci sia più tutela da un promotore (iscritto ad un albo dietro superamento di un esame e con dei codici da rispettare pena espulsione) piuttosto che di un qualsiasi impiegato di banca che pensa principalmente al budget da raggiungere ed in molti casi non ha neanche una profonda conoscenza dei prodotti.

  3. Il promotore finanziario è per definizione un soggetto inaffidabile.

    Il motivo è molto semplice: è dilaniato da un conflitto di interesse insanabile.

    Il promotore è pagato da un istituto di credito che DEVE piazzare strumenti finanziari, anche con le migliori intenzioni il promotore non potrà mai riuscire a competere con un analista indipendente, non può sputare nel piatto che gli dà il pane.

    Poi vi sono diverse categorie di furbetti: chi ti rifila i derivati, chi ti fa pagare commissioni esose, chi compra e vende continuamente con lo scopo di incassare le provvigioni, ecc…

    Di certo l’interesse del cliente è l’ultimo ad essere salvaguardato, l’obiettivo consiste nel FAR CREDERE al cliente che quella proposta è la miglior soluzione possibile per lui.

    jack

  4. Tendenzialmente d’accordo con Jack: se qualcuno di mestiere “promuove” dei prodotti, deve necessariamente.. promuoverli. Altrimenti non fa il suo mestiere.
    Il caso esposto da Enrico potrebbe essere l’unica eccezione: quella del consulente “autonomo” che deve rispondere solo alla propria clientela (e non alla banca/assicurazione/societa’ per cui generalmente lavorano i promotori).

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