Accordo ABI-Borsa Italiana per incentivare le imprese verso la quotazione

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La quotazione in Borsa è un obiettivo “naturale” delle imprese in molti Paesi del mondo, dato che consente all’azienda di raccogliere risorse per consolidare la crescita, e a chi l’ha creata di monetizzare l’investimento fatto. In Italia però il passaggio della quotazione in borsa è tutt’altro che scontato, pur essendo uno dei fattori che porta a quello che qualcuno non esita a definire “nanismo” dell’imprenditoria italiana.

In quest’ottica, è interessante l’accordo stipulato tra ABI e Borsa Italiana per promuovere la quotazione in borsa delle aziende, ed in particolare quelle di medie dimensioni, oltre che quelle più grandi.  L’accordo prevede quattro punti fondamentali:

  • favorire lo sviluppo della struttura finanziaria delle imprese attraverso la definizione con le banche associate di un accordo che preveda la disponibilità, a discrezione delle banche erogatrici, di linee di credito specifiche, a favore delle imprese neo quotate che abbiano raccolto in sede di IPO capitale di rischio prevalentemente tramite offerte pubbliche di sottoscrizione;
  • favorire la creazione di fondi specializzati nell’investimento in società di piccole e medie dimensioni tramite la predisposizione di un’apposita proposta normativa e stimolare con apposite iniziative una più ampia partecipazione del sistema bancario al collocamento di società di piccole e medie dimensioni sui mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana (sia in termini di sottoscrizione, sia di sostegno alla liquidità dei titoli);
  • sensibilizzare il sistema delle piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario, sull’opportunità della quotazione, come forma di raccolta di risorse finanziarie complementare e sinergica al finanziamento bancario;
  • organizzare, anche utilizzando l’articolazione delle Commissioni Regionali ABI, attività formative e informative sulle caratteristiche dei mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana rivolte alle banche e alla loro clientela, con il coinvolgimento tra l’altro dei Partner Equity Markets di Borsa Italiana.

Si può certamente contestare che la quotazione in borsa possa comportare delle distorsioni, dato che può succedere che l’azienda badi più all’andamento delle quotazioni delle proprie azioni, che all’andamento del “vero” business: certo però è che la quotazione è uno dei mezzi più efficaci per raccogliere “capitale di rischio”, che in molte aziende è probabilmente sottodimensionato, limitandone quindi le potenzialità, e alla fine anche quelle dell’economia nel suo complesso.

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