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Un dato che dice molto sul mercato immobiliare attuale riguarda le cause che spingono i venditori a rinunciare alla vendita. Anche questo dato viene dal sondaggio di Banca d’Italia e Tecnoborsa, di cui abbiamo già avuto modo di parlare, e nello specifico riguarda le cause che spingono i venditori a interrompere o a non rinnovare l’incarico alle agenzie. Il sondaggio prevedeva la possibilità di risposte multiple quindi, come noterete, la somma delle percentuali è maggiore del 100%.

Cause della cessazione dell'incarico a vendere un immobile
Cause della cessazione dell'incarico a vendere un immobile

Le principali motivazioni riguardano l’assenza di offerte (perché i prezzi sono troppo alti) oppure la presenza di offerte troppo basse secondo il venditore. Entrambe queste motivazioni sono leggermente diminuite nel terzo trimestre. Sono aumentati invece quanti hanno deciso di interrompere la vendita, per attendere prezzi più favorevoli, e quanti invece hanno rinunciato perché l’incarico di vendita si è protratto senza successo per un tempo giudicato eccessivo.

Tutte queste motivazioni sembrano però indicare come i prezzi delle case (o almeno, quelli desiderati dai venditori) siano forse ancora troppo alti.

Interessante anche il fatto che un elemento molto importante tra le cause che spingono a rinunciare alla vendita siano le difficoltà dell’acquirente nel reperimento del mutuo. Dato che i tassi sono stati, oggettivamente, molto bassi nel corso del trimestre (particolarmente quelli a tasso variabile, molto meno quelli a tasso fisso) il dubbio è che la difficoltà nel reperimento del mutuo sia da considerare come “difficoltà di reperimento di un mutuo dell’importo desiderato”, che potrebbe voler dire che in questi casi le banche non fanno difficoltà a concedere mutui per valori degli immobili che giudicano sovrastimati.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Cause della cessazione dell’incarico a vendere un immobile

Comments

  1. A mio avviso chi ha rovinato il mercato sono le agenzie, che hanno gonfiato i prezzi a dismisura. Mio padre per comprare casa faceva un mutuo di 10/15 anni, a me non ne bastano 40, forse c’è qualcosa che non va che dite ?

  2. Adesso le case costano sicuramente troppo, non a caso si parla di bolla immobiliare.
    Però… come si risolve il problema? Se da domani le case costassero la metà (che sarebbe il prezzo giusto…) a chi ha comprato casa a questi prezzi girerebbero non poco…

  3. @Ivan

    Facendosi pagare in percentuale sull’importo della compravendita, per le agenzie immobiliari è un vantaggio se il prezzo è un pò più alto.
    Però ciò che conta davvero per loro è che domanda ed offerta si incontrino.
    Il 3% (ad esempio) su 200.000 Euro sarà sempre molto di più dello 0% su 240.000….
    Se leggi i comunicati delle federazioni di agenti immobiliari, a partire dalla FIAIP, sono angosciati per il fatto che domanda ed offerta non si incontrano più…..
    Le agenzie hanno avuto un ruolo nella fase in cui la bolla si gonfiava, ma è stato piuttosto marginale, anche perché è marginale il loro interesse ad una bolla che si gonfia.
    Quello che conta per loro è che la trattativa vada a buon fine.
    Anche perché, in caso contrario, a loro restano le spese.
    Spese che sono molto più consistenti di quello che pensa la stragrande maggioranza delle persone.
    Specie in questa fase, quello dell’agente immobiliare è diventato un lavoro abbastanza povero.
    Anche perché negli anni buoni gli AI sono aumentati enormemente come numero, con il risultato che anche quando la torta era al massimo in termini di dimensioni la dimensione delle fette era ridotta dal fatto che c’erano troppe bocche da sfamare.
    O trovano il modo di fare incontrare domanda ed offerta o continuerà il trend di chiusura delle agenzie.

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