Cosa succede nel caso di default di uno Stato?

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ciao mark volevo chiederti info sul default degli stati: pensi che ci sarà a breve qualche default in europa? è probabile che ciò succeda anche in italia? e cosa succederebbe in caso succeda? è probabile che lo stato si appropri dei conti correnti dei cittadini? è probabile che pensionati e dipendenti pubblici non percepiscano più soldi?

Per rispondere alla domanda è necessario partire dalla seconda parte, dato che bisogna innanzi tutto tenere presente che “default” è un termine che in realtà non definisce una situazione del tutto univoca. O meglio: descrive il fatto che il debitore non è in grado di ripagare il debito, ma chiaramente questo può avvenire con livelli di gravità diversi. Se due debitori hanno ricevuto in prestito 100 ciascuno, e non sono in grado di restituirli, ma uno restituisce 99 e l’altro invece 0, in entrambi i casi si tende a parlare di default, ma è evidente che si tratta di due situazioni estremamente diverse.

Per questo, quello che viene chiamato default di uno Stato può concretizzarsi in modi ben diversi. Un eventuale default si  concretizza in una “ristrutturazione” del debito pubblico, ad esempio ritardando i pagamenti e allungando le scadenze (es. uno Stato “decide” che per sei mesi non rimborsa il debito, anche se in scadenza – cioè un Titolo di Stato  che scade oggi viene effettivamente rimborsato tra sei mesi), oppure lo rimborsa sotto la parità – di un Titolo di valore 100 rimborsa solo 80. E’ molto improbabile che il Titolo non venga rimborsato del tutto. In questi casi, tra l’altro, tende spesso ad intervenire il Fondo Monetario Internazionale, con prestiti che cercano di favorire la ristrutturazione del debito.

Un default riguarda quindi direttamente chi detiene il debito (i titoli di stato), e non figure come pensionati e dipendenti pubblici, tanto più che (in teoria) enti previdenziali ed enti pubblici hanno una loro contabilità e delle loro risorse che fanno (almeno fino ad un certo punto) da ammortizzatore. In altre parole, per capirci: perché i pensionati non percepiscano più soldi, deve esserci il default dell’INPS, che non è detto che venga automaticamente causato da un ipotetico default dello Stato.

L’eventualità che uno Stato si appropri dei conti correnti dei cittadini direi che è più che remota (anche se in situazioni critiche c’è sempre la tendenza di tasse patrimoniali una-tantum). Uno Stato che facesse qualcosa del genere difficilmente potrebbe godere della minima fiducia dentro o fuori i confini: il che non va visto come un fatto che riguarda il benessere, ma semplicemente renderebbe praticamente impossibile trovare potenziali acquirenti per il debito e/o controparti commerciali.

In realtà i problemi “diffusi” in caso di default si hanno in relazione alla “fuga” dei creditori dello Stato, che va a generare una pressione sulla moneta nazionale, causando una serie di effetti collaterali che vanno ad aggravare il default. Inoltre, storicamente un default viene in parte affrontato “annacquando il debito, cioè  ripagato stampando moneta e facendo aumentare l’inflazione. E’ interessante tenere presente che nel caso di uno Stato dell’Area Euro questi due effetti potrebbero essere ben diversi da quelle che sono le esperienze passate, dato che la pressione sui cambi potrebbe essere inferiore, e inoltre il singolo Stato potrebbe aver molto meno facilità nell’influenzare le politiche della Banca Centrale Europea.

Venendo alle probabilità che si abbia il default di un qualche paese Europeo, il “candidato” sotto osservazione in questo periodo è indubbiamente la Grecia: sebbene la probabilità sia giudicata “remota” da molti analisti, molti osservano che la Grecia sembra stia facendo il gioco pericoloso di essere convinta di un “salvataggio” da parte dell’Unione Europea (che la UE ha già dichiarato non ci sarà), e sembrerebbe non stia affrontando con il dovuto impegno le problematiche poste dai conti pubblici.

Per quanto riguarda l’Italia, chiaramente l’enorme debito pubblico del nostro Paese lo mette leggermente più a rischio di altri paesi più solidi, però direi che un default dell’Italia non è uno scenario probabile nel breve periodo.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Ricerche Frequenti:

  • se lo stato non rimborsa un titolo cosa succede

32 pensieri su “Cosa succede nel caso di default di uno Stato?”

  1. Tecnicamente quel che dici e’ giusto. Ma credo sia giusto aggiungere alcuni dettagli:

    1) In teoria e’ vero che un istituto pensionistico pubblico (in Italia l’INPS) non coincide lo Stato. Ma ricordiamoci che la distinzione e’ estremamente labile (giusto un esempio non italiano: nel 2001 Bush giustifico’ i suoi tagli alle tasse con il fatto che il bilancio federale USA era in attivo; ma il bilancio era in attivo solo perche’ i versamenti per la “social security” non venivano “accantonati” per pagare le pensioni future, ma utilizzati per le spese correnti: tutti i governi, anche quelli degli Stati piu’ “acclamati” tendono a metter le mani nel vasetto della marmellata..). Inoltre teniamo conto che moltissimi fondi pensione privati hanno in portafoglio titoli di stato: se i titoli di stato crollano, i fondi pensione non possono che seguirli. Infine, ricordiamo che ogni intervento del Fondo Monetario Internazionale e’ accompagnato dalla richiesta di “rimettere ordine” nel bilancio; che solitamente si traduce in una stretta a pensioni, stipendi pubblici e simili.

    2) Sono d’accordo che difficilmente uno Stato si appropriera’ in toto dei c/c bancari; ma ricordiamo che questo e’ gia’ successo in Italia (governo Amato, circa 1992: tassa dello 0.1% sul saldo dei c/c il giorno precedenta alla pubblicazione della notizia) e che in Paesi come l’Argentina il default ha portato a restrizioni che in un certo senso erano simili (per evitare che la gente cambiasse tutti i propri Austral in USD, il governo argentino limito’ l’ammontare dei prelievi bancari; per cui capitava di avere conti in banca sostanziosi ma di non poterli usare).

    3) L’esempio argentino (ed in generale dei Paesi in via di sviluppo) puo’ essere significativo anche dal punto di vista di quel che succederebbe nel caso di default di un Paese (piccolo, ovvero non in grado di spingere la BCE ad annacquare il suo debito) della zona euro, poiche’ questo si ritroverebbe ad avere debito in una valuta che in un certo senso e’ estera..

  2. mark sei sempre esauriente ma questa volta non hai detto ne un no ne un si…. praticamente fai capire che in teroia non dovrebbe succedere nulla di tutto questo in italia ma in pratica potrebbe anche capitare… ti ringrazio anche di avre fatto un post di un mio messaggio. grazie, enrico-mestre

  3. Mi dispiace non poter rispondere con un “sì” o un “no”, ma la questione è esattamente come la descrivi: è improbabile che l’Italia si trovi in default, ma è un dato di fatto che il debito pubblico italiano è enorme, e quindi comporta un fattore di rischio. Del resto, questo rischio (che ripeto, è minimo) è il motivo stesso per cui i titoli di stato italiani offrono (in genere) rendimenti maggiori di quelli, ad esempio, tedeschi.

  4. E’ ancora possibile annacquare il debito stampando moneta, se è vero che lo Stato paga alla banca centrale il valore nominale di ogni banconota emessa?

  5. Non mi risulta che lo Stato paghi alla banca centrale il valore nominale di ogni banconota emessa.

  6. Salve,

    quali sarebbero le conseguenze di un default per chi ha contratto un mutuo? E se l’Italia uscisse dall’Euro?
    Grazie

  7. In teoria, quel che succede in caso di default è che lo stato rimborsa una parte del valore del debito: es. hai BOT per 1.000, lo Stato anziché restituire 1.000, restituisce 800, o 500 o 200. Quindi in teoria non riguarda chi ha un mutuo (così come una teorica uscita dall’euro), se non per quanto riguarda chi ha un mutuo a tasso variabile, dato che è verosimile che i tassi di interesse , che facilmente si alzerebbero di molto. Ovviamente poi ci sarebbe in generale il problema di come pagare il mutuo, dato che è verosimile che ci sarebbero impatti sull’occupazione…

  8. Uscire dall’Euro è pura follia.. se adesso abbiamo circa 1800 milioni di euro di debito pubblico, se tornassimo alla lira non saremmo in grado di risollevarci in alcun modo.
    Perciò, l’Euro era l’unico fattore positivo di lungo periodo che i nostri politici sono riusciti a mettere in atto. Non ci aiuta nel piccolo, ma sicuramente è un fattore che ci salva sotto altri profili.

  9. Io credo che invece in Italia il default ci sarà se non si esce dall’area Euro così come strutturata oggi. Lo descrive ad esempio bene su’ “Il Manifesto” Halevi. Se per rispettare i parametri di stabilità occorre per forza ridurre il debito pubblico solo in un modo (considerato che l’Italia ha riunciato alla sovranità politica e monetaria), ovvero drastica riduzione della spesa sociale, ciò comporterà anche riduzione di reddito nazionale e quindi del PIL (che si trova al denominatore dell’indice che calcola l’indebitamento e il deficit rispetto alal ricchezza del paese). Questo provocherà quello che vediamo già: spirale deflazionistica e disoccupazione. Il sig. Antonio deve spiegare quali sono i fattori tecnici positivi dell’Euro in Italia.

  10. Sig. Antonio, l’EURO è stato un bene per il SUD; ma non per il NORD. Se fossimo rimasti alla Lira l’Italia sarebbe già divisa.

  11. L’ euro è pura follia e dimostra la limitatissima visione di alcuni ineffabili padri della patria.
    Fare l’ euro prima di un’ integrazione politica e fiscale ha prodotto sconquassi nei paesi che non avevano corrispondenza con il marco tedesco.Ha indebolito la capacità di rientro del debito dei paesi che il debito dovevano drasticamente diminuirlo a causa di tassi di interesse irrealistici, ma è servito alla Germania per aumentare ulteriormente la sua penetrazione commerciale sul mercato domestico, aprofittando dei cambi fissi.

    L’ euro ha salvato temporaneamente la classe politica parassitaria, che non aveva nessuna idea sull’ Europa nessun interesse a valutare le conseguenze di un ingresso di un paese con squilibri di produttività / legalità che non si ricontrano in nessun paese europeo se si esclude il Belgio.

    FOLLIA. questo è l’ unico commento.

  12. Il discorso sull’unità politica che manca è corretto, dubito però fortemente del fatto che con la lira “staremmo meglio”. Soprattutto se andiamo a vedere le categorie più deboli.

    Se avessimo la lira avremmo anche un’inflazione molto più elevata (dato che le importazioni costerebbero molto di più), e comporterebbe la necessità di tassi di interesse di riferimento più elevati, che quindi andrebbero a pesare sulle tasche di chi sta pagando un mutuo, ad esempio.
    A questo un costo del debito pubblico molto, molto più alto, per compensare il rischio di cambio con costi sulle casse dello stato (e quindi sulla disponibilità di spesa anche sociale) decisamente pesanti: fate conto che se il tasso di interesse pagato sul debito fosse del 2-3% maggiore (che è un’ipotesi anche ottimistica), con i livelli di indebitamento italiani vuol dire 40-50 miliardi di euro di costo maggiore ogni anno….

    Se l’idea è quella di ripagare il debito pubblico stampando oppure svalutando la moneta, tanto vale fare default (cosa cambia se ti do indietro il 10% in meno di quello che ti devo, oppure se ti ripago con lo stesso valore nominale ma il valore reale il 10% in meno?), è molto meno dannoso per i cittadini.

  13. L’Islanda è riuscita a non pagare il debito pubblico, ogni cittadino avrebbe dovuto sborsare circa 30.000 euro (lo stesso che in italia, ma noi abbiamo una popolazione molto più alta), da qui l’opposizione dei cittadini che sono riusciti a condannare i politici e i banchieri corrotti causa di quel disastro. Loro lo hanno fatto, per noi è solo più complicato perchè siamo nell’Euro, moneta non nazionale di proprietà privata di fatto (bce), perciò vedo l’unica soluzione dichiarare default e uscire dall’euro senza pagare il debito. Anche l’Ecuador, oltre all’islanda l’ha fatto.

  14. Ti sbagli, l’Islanda non ha assolutamente rifiutato di pagare il debito pubblico. Ha rifiutato che lo Stato si accollasse il debito delle banche (private) islandesi.

  15. caro Mark75, difensore della moneta più inquieta, strana e orribile partorita del genere umano, anche esteticamente parlando, l’EURO che io definirei meglio con il termine MARCO2 (la vendetta). Si forse una vendetta della Germania nei confronti dell’Europa vecchia, stanca e corrotta, priva di strategie economico finanziarie e distrutta dai detriti del muro di Berlino. All’introduzione di questa sciagurata moneta non ci fu un controllo dei prezzi al consumo e tantomeno di quello delle case e degli affitti che così in 10 anni di euro sono TRIPLICATI! Allora caro Mark, o Deutch Mark? Se ci fosse l’inflazione al 10% ma un’appartamento lo pago 150.000.000 di lire, in quanto tempo riesco a estinguerlo? E poi la banca se vede una busta paga di 1.500.000 o 2.000.000 di lire, sarebbe più disposta a concedermelo nonostante un’inflazione alta???
    Meditate gente….meditate!
    Torniamo velocemente alle vecchie monete e prima di proporre un’eventuale eurobis, bisogna finalmente fare un’europa politicamente unita con un’unica politica economica e fiscale seria senza corruzzioni e mafie varie abbattendo tutti quei muri che si sono eretti ancor più alti tra i vari stati europei!

  16. Pensi davvero che un appartamento lo pagheresti 150 milioni di lire, adesso? E pensi che i tassi dei mutui sarebbero ai livelli che hanno avuto negli ultimi 10 anni? Francamente, mi pare un po’ improbabile…

    Comunque hai indubbiamente ragione quando dici che serve un’Europa politicamente unita, e con una politica economica seria. Solo che va fatta molto più in fretta di quello che molti si rendono conto.

  17. MARK75 mi sa che tu difendi un po troppo sto euro! non c’e bisogno di essere esperti in economia x vedere che sta mandando in rovina tutta l’europa…
    non e’ per caso che sei un debunker pagato per convincere la gente che l’euro sia una cosa buona,un ancora di salvezza…. no perche se e’ cosi’ dubito che riusciresti a convincere qualcuno visto che siamo tutti alla fame….
    INFORMATEVI SU COSA SIA IL SIGNORAGGIO BANCARIO CARI LETTORI

  18. E se fosse tutto più semplice?
    Se la crisi economica fosse semplicemente colpa della Cina? O comunque dei paesi emergenti. Visto da profano in economia sembra semplicemente che l’occidente sta esportando ricchezza più di quanto ne importi. L’Euro in Europa, la Grecia a livello UE, il dollaro negli USA, sembrano solo dei luoghi comuni messi lì per non raccontare una verità semplice: l’unico fattore trainante di un’economia è l’industria poiché è l’unica parte dell’economia che occupa, a livello di persone, il massimo possibile creando ricchezza = persone che hanno soldi da poter spendere. Il terziario è solo il margine che dipende direttamente dall’industria primaria. I paesi emergenti in tutto il mondo, soprattutto nei paesi ricchi (UE, USA), stanno riempiendo il mercato di prodotti a bassissimo costo, distruggendo quindi l’industria del luogo. Il terziario è contento poiché può fare prezzacci; la popolazione è contenta poiché può comprare con prezzacci. Ma le industrie autoctone chiudono o devono decisamente ridurre gli investimenti e soprattutto i costi, il personale insomma. Quindi aumenta la disoccupazione. Più disoccupati = meno soldi che circolano = terziario entra in crisi dopo esserne entrata l’industria primaria.
    Non so. Non me ne intendo. Ma a me sembra di leggere qui solo di paroloni, si punta in alto, in alto a sinistra, in alto a destra… ma probabilmente basterebbe guardare in basso… molto in basso… come i prezzi dei prodotti che arrivano dai paesi emergenti. Siamo diventati dei cani che si mordono la coda. Non è che basterebbe alzare nell’Eurozona la tassa sulle importazioni, soprattutto quelle che provengono dai paesi emergenti? Venderemo meno prodotti d’elitè e conoscenze ma faremo rifiatare l’industria… e quindi ripartirebbero le assunzioni.

  19. Senza offesa, ma a me questa storia della “Cina che invade il mercato con prodotti a basso costo” mi ha un po’ rotto.

    Perché in realtà noi italiani vogliamo essere pagata 10 euro a maglietta che produciamo, ma poi pagarla 5 euro quando la compriamo al mercato. Non può funzionare. IL sistema funziona solo se produci cose “che valgono”. L’industria “del basso costo” non vale niente, e bisogna liberarsene prima possibile.

  20. L’errore drammatico è stato fatto dagli USA che pressati da un debito spaventoso hanno avuto bisogno di nuovi mercati, vedi Cina, in modo da crescere e allo stesso tempo avere un nuovo fondamentale creditore! Apertura dei mercati e nel giro di 10 anni crollo dei prezzi di tutti quei prodotti a basso valore aggiunto (da qui il default molto probabile dell’Italia). Il vero problema sta nel fatto che i cinesi stanno facendo passi da gigante anche in tutti quei prodotti che hanno il sopracitato valore aggiunto (vedi Germania). Tutti gli stati manifatturieri, motore e cuore dell’economia sono destinati a soccombere. Gli unici beni che risentiranno poco della crisi saranno quelli non delocalizzabili…(turismo-alimentare e pochissimi altri di nicchia) i quali però non bastano a sostenere un tenore di vita troppo alto, come l’attuale. L’ERRORE macroscopico è stato quello di aprire di botto a cina e paesi emergenti (indispensabile per gli USA, pena default), non dando al mercato la possibilità di riorganizzarsi e trovare nuove strade da percorrere. Tra le altre cosucce collaterali ricordiamoci l’inquinamento spaventoso che circa 3 miliardi (paesi emergenti) di persone stanno mettendo in atto….Questo è il mio ignorantissimo pensiero.

  21. “””In teoria e’ vero che un istituto pensionistico pubblico (in Italia l’INPS) non coincide lo Stato.”””

    ????????? non coincide con LO STATO??? ma scherzi?

  22. Non è assolutamente falso: se il sistema pensionistico funzionasse correttamente, non dovrebbe essere lo Stato a dovere coprire i fondi per pagare le pensioni, perché dovrebbero essere già “coperte” dai soldi che uno ha man mano versato nel corso della vita lavorativa, per cui dovrebbe rimanere indipendente dai conti dello stato.

  23. Credo abbia ragione Mark.
    Anche perché se davvero l’INPS coincidesse con lo Stato, allora io PRETENDO che siano tagliate le pensioni, tutte e da subito, anziché aumentare tasse e benzina…
    Non vedo perchè devo mantenere io gente che si è autoattribuita dei privilegi insostenibili, che tra l’altro noi non potremo avere.

  24. L’apertura dell’Europa al libero interscambio di capitali e merci ha innescato l’espatrio delle grandi e medie aziende in paesi ove i vantaggi fiscali e del costo di lavoro sono enormemente maggiori, utilizzando i mercati Europei per vendere i prodotti fabbricati, ovviamente hanno fatto enormi profitti. I paesi più deboli in Europa come l’Italia la Grecia e la Spagna hanno dovuto pagare con la disoccupazione e la perdita del reddito dovuto alla chiusura e delocalizzazione di molte aziende spostate all’est,crollo dei consumi e perdita di PIL nazionale è la logica conseguenza di tutto ciò. Come se ne esce se non con un livellamento globale tra le grandi economie del mondo ma ciò comporta una nostra riduzione di tutele diritti e reddito unito ad un aumento di tutele diritti e reddito dei paesi oggi concorrenti e far in modo da rendere conveniente il rientro delle aziende e dei capitali nei loro paesi di origine. La cosa si prospetta molto lunga e difficile!!!!!!!!!!

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