Tagliare la spesa per sostenere la domanda?

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Ho sentito molti suggerire, come “cura anti-crisi”, quella di tagliare le spese inutili dal bilancio dello Stato. Permettetemi però una provocazione: le spese inutili contribuiscono comunque a sostenere la domanda, generando comunque un indotto. Ad esempio, un dipendente statale che fa un lavoro inutile comunque, grazie allo stipendio “sprecato” che riceve, ha una disponibilità economica che gli permette di fare degli acquisti — e quindi sostenere la domanda. E’ proprio durante un periodo di crisi che è utile tagliare?

A parte le provocazioni, però, torno a ripetere quello che ho già detto alcune volte in passato: la questione non dovrebbe essere — probabilmente soprattutto in un contesto economico come quello attuale — quella di spendere meno, ma di spendere meglio. Che vuol dire iniziare a valutare effettivamente i risultati, e cercare di fornire servizi utili ai cittadini ed alle imprese. Anche perché, diciamoci la verità, tagliare non è facile perché non è facile trovare un accordo su cosa tagliare.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

3 pensieri su “Tagliare la spesa per sostenere la domanda?”

  1. Appunto…
    Smettere di pagara uno statale inutile, un ente inutile o un consiglio di amministrazione esoso ed esorbitante, è proprio quello spendere MEGLIO i soldi pubblici che tutti auspichiamo.

  2. Chiaramente, il punto non è ovviamente di continuare a spendere i soldi in modo inutile (come da premessa, si trattava di una provocazione…). La questione è quella che bisogna iniziare a concentrare l’attenzione sull’iniziare a fare cose utili, non solo sullo spendere “meno”.

  3. L’idea è più o meno quella che in periodo di crisi il governo dovrebbe pagare della gente per scavare buche e poi pagare altra gente per riempirle, dunque… era l’idea di Keynes, se non sbaglio…

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