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Le stime sulla crescita del PIL USA per il terzo trimestre 2009 sono state corrette al ribasso, portandole ora a +2,8% anziché +3,5% precedentemente stimato. La correzione è dovuta a una revisione della stima dei consumi e degli investimenti, così come ad un deficit comerciale maggiore di quello inizialmente stimato.

Questa correzione fa emergere ulteriori preoccupazioni sulla sostenibilità e solidità della crescita, sulle quali erano già presenti alcuni dubbi (il risultato del terzo trimestre infatti è “pompato” dagli stimoli fiscali e dagli incentivi — come quello per le rottamazioni delle auto): preoccupante soprattutto la contrazione degli investimenti non-residenziali (scesi del 4,1%), indice che la fiducia dei consumatori è ancora debole (per cui non si fidano a fare acquisti “impegnativi”).

L’impressione è dunque che l’economia USA non sia ancora “fuori pericolo”, ed anzi sono diversi gli analisti che stanno ipotizzando la possibilità di una “ricaduta”, tra fine 2010 e inizio 2011, soprattutto se il Governo USA interrompesse troppo presto le politiche di supporto all’economia.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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