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Il risparmio gestito in Italia è da tempo in sofferenza, e la crisi finanziaria ha aumentato le difficoltà del settore. Del resto, i fondi sono in difficoltà a livello Europeo. Secondo il rapporto trimestrale di Morningstar, nel periodo luglio-settembre il numero di fondi è diminuito: infatti contro 2.968 chiusure sono stati solo 1.560 quelli nuovi aperti (se continuasse questo trend, entro fine anno diminuirà del 5% dell’offerta totale di fondi).

CONSOB e Banca d’Italia, in un recente “position paper“, evidenziano alcuni elementi di debolezza del mercato dei fondi italiani, che sono ricondotti in particolare alla frammentazione dei soggetti che li distribuiscono (cosa che, come è facile intuire, limita l’efficienza) e che ha tra gli effetti collaterali una dilatazione dei tempi di esecuzione degli ordini, non ultimo perché alcuni processi sarebbero trattati manualmente — con conseguenti rallentamenti e potenziali rischi di errore.

L’innovazione, anche tencologica, è quindi un elemento su cui secondo Consob e Banca d’Italia i gestori dovrebbero focalizzarsi per migliorare l’efficienza della gestione, e puntare verso una standardizzazione del sistema, che consenta anche una maggiore “portabilità” dei fondi, non ultimo anche in termini distributivi, dato che un gestore che operasse tramite sistemi standard potrebbe teoricamente sfruttare come canali distributivi tutti gli operatori che operano con la stessa logica, e quindi la distribuzione sarebbe determinata (come sarebbe logico) solo dalle scelte commerciali e non da aspetti gestionali o tecnici. Questo modo di operare, secondo le valutazioni del paper, sarebbe applicabile anche alle quote degli OICR esteri armonizzati commercializzati in Italia.

Gli investitori ne beneficerebbero dunque grazie ad una possibilità di accedere ad un’offerta di fatto piu ampia (verrebbe ampliato il sottoinsieme del totale dei fondi a loro disposizione), ma anche grazie ad una maggiore concorrenza effettiva tra i diversi fondi che da questa deriverebbe.

La standardizzazione non sarà un processo breve, ma i passi sono già fissati: la proposta prevede un piano operativo dettagliato entro Giugno 2010, e la sua implementazione da parte dei diversi operatori di mercato entro dicembre 2011.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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