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L’ottimo blog Fuorimercato cita la lezione del “caso Ford”, infatti la casa automobilistica americana ha chiuso il 3° trimestre 2009 con quasi un miliardo di dollari di utili, dopo anni di risultati pesantemente negativi. Sono indubbi i meriti della gestione aziendale, che ha saputo riorganizzarsi strategicamente per fare fronte alle mutate condizioni globali. A mio parere, la chiave di lettura fondamentale è il lancio di nuovi modelli, più che le ristrutturazioni od i tagli dei costi. Infatti, il “vizio” di molti produttori americani è quello di proporre modelli che — non ultimo per consumi e dimensioni — sono vendibili solo negli USA (difficile immaginare che in Europa siano in molti a poter pensare di comprare SUV che fanno 3Km con un litro di benzina). Dovremmo dire però “erano vendibili”, perché anche il consumatore americano, con gli aumenti del costo della benzina e la minore disponibilità economica sta cambiando sostanzialmente atteggiamento nei confronti dell’auto (ed è per questo che l’accordo Fiat-Chrysler può avere buone prospettive). Cosa che però non tutti i produttori americani non hanno adeguatamente colto.

Ne sono una dimostrazione chiara alcuni risultati di vendita ad Agosto 2009 negli USA:

  • Ford +17%
  • Volkswagen US +11.4%
  • Daimler US -10.5%
  • Chrysler -15%

In questo quadro, è fondamentale tenere presente che stiamo parlando di un contesto legato all’iniziativa di incentivi statali alla rottamazione, che da un lato hanno aumentato sostanzialmente le vendite complessive di auto, dall’altro però hanno “costretto” i consumatori ad una scelta, per non perdere gli incentivi. Forzando un po’ la chiave di lettura (ma neppure poi tanto) si può dire che lo scenario cui si è trovato di fronte il consumatore americano è quello in cui “bisognava” comprare un’auto, e la scelta non necessariamente è caduta sul prodotto migliore, ma forse sul “meno peggio”.

In questo contesto, poi, non si può trascurare che alcuni analisti sottolineano come il grosso dell’utile “record” di Ford non viene dalla vendita di auto: più di metà sarebbe imputabile invece ai servizi finanziari (661 milioni di dollari, un valore quasi quintuplicato rispetto ai 159 milioni di un anno fa) e sarebbe ottentuto grazie ad agevolazioni fiscali, agli interventi di supporto, e alla particolare condizione dei tassi negli USA. Cody Willard di Marketwatch calcola che tolti queste “anomalie”, il risultato reale sarebbe una perdita di circa 200 milioni di dollari.

Insomma, Ford ha probabilmente il merito di essere “meno peggio” di molti altri produttori USA di auto, ma è ancora presto per considerarla un esempio da imitare.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Studio BCE: le banche europee hanno irrigidito le condizioni per i prestiti anche nel terzo trimestre 2009

novembre 04, 09 by Mark75 Lo studio di Ottobre 2009 della Banca Centrale Europea sulla concessione di prestiti da parte delle banche mostra che le banche europee anche nel 3° trimestre hanno stretto le condizioni per l’erogazione di prestiti, anche se in modo minore rispetto ai trimestri precedenti. Nel 3° trimestre, è l’8% la percentuale di banche che ha dichiarato una “stretta” nelle condizioni, rispetto al 21% del secondo trimestre. Ma per quanto vi sia dunque un rallentamento nella “stretta al creidito”, questa rimane estremamente elevata dato che non vi è stata un’inversione di tendenza.

I fattori che sono stati indicati come cause principali sono due:

  • Deterioramento delle condizioni economiche generali
  • Deterioramento dell’andamento specifico del settore dell’azienda che chiede prestiti

Si tratta dunque di fattori che possono essere etichettati come legati all’affidabilità percepita di chi chiede il prestito, rispetto ai trimestri precedenti in cui un ruolo importante nella stretta al credito era dato da fattori legati al settore bancario stesso (in particolare, la disponibilità di liquidità delle banche e la facilità di accesso ai mercati di finanziamento), cosa che spinge verso un moderato ottimismo per i prossimi trimestri.

Cambia anche leggermente il “tipo” di stretta al credito: infatti nel terzo trimestre sembrerebbe che questa si sia tradotta soprattutto in una richiesta di maggiori garanzie, mentre nei trimestri precedenti questa si configurava maggiormente come un costo più alto per la concessione del prestito (tassi più alti, dunque), e una riduzione della durata dei prestiti concessi.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. Bella analisi.
    A completamento vorrei far notare che in rete si pone parecchio l’accento sul fatto che Ford sia l’unica delle tre case automobilistiche ad essere ancora in vita ,almeno in questo momento e marchionne permettendo

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