Banche italiane: investimenti nonostante la crisi, soprattutto in tecnologia

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Secondo i dati dell’ABI, nel 2008 le banche hanno investito in tecnologia nonostante la crisi. Infatti i costi “informatici” sono aumentati di ben il 19%. Si tratterebbe di un intervento rivolto alla modernizzazione del sistema bancario italiano, nell’ottica di migliorare l’efficienza nel medio-lungo termine. Ma va evidenziato che ad aumentare sono non solo i costi per la gestione informatica interna (che nei bilanci delle banche sono classificati come “manutenzione e noleggio hardware e software”, che hanno segnato un +11%) ma soprattutto i “canoni passivi per elaborazioni presso terzi” (+19,1%), ad indicare che c’è sempre una maggiore tendenza a esternalizzare l’elaborazione dei dati all’interno di società dedicate. L’indagine dell’ABI ha preso in esame i bilanci di 50 gruppi (che da soli rappresentano l’80% del sistema bancario italiano in termini di attivo totale).

Del fatto che l’informatica porti benefici è probabilmente un indicatore la riduzione delle “spese telefoniche, postali e trasmissione dati (-8,1%), che da sola  rappresenta praticamente un terzo dei risparmi totali, e quindi fa ben sperare per una maggiore efficienza nel futuro.

Nel 2008 le spese amministrative degli istituti ricompresi nel campione sono risultate pari allo 0,66% dell’attivo totale, al 24,5% del margine di intermediazione e al 34,6% del totale dei costi operativi. Se nel caso del margine di intermediazione il ‘peso’ delle spese è aumentato rispetto al 2007 (allora era pari al 21,6%), sui costi operativi il rapporto è calato rispetto al 35,5% dell’anno precedente. Nel dettaglio, i gruppi bancari italiani hanno speso nel 2008 soprattutto per costi informatici (uscite pari al 31% del totale) Seguono spese generali (27%), spese di manutenzione e fitti passivi (14%), spese professionali (13%), spese di trasporto (9%) e spese di pubblicità (6%). Per produrre 100 euro di margine di intermediazione gli istituti hanno sostenuto 24,5 euro di spese amministrative: disaggregando il dato emerge che 7,5 euro sono stati spesi per spese informatiche, 6,6 euro per spese generali, 3,5 euro per spese di manutenzioni e fitti passivi, 3,1 euro per spese professionali, 2,2 euro per spese di trasporto e 1,6 euro per oneri pubblicitari.

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