Le borse in rosso: è la fine di una bolla, o una correzione?

0 Flares 0 Flares ×

Le borse oggi hanno segnato risultati pesantemente negativi, nonostante i dati postivi di ieri (“drogati”) sul PIL americano. Anche i dati delle perdite delle borse vanno presi con un certo “buon senso”. Infatti, una correzione significativa era attesa da molti analisti. Il punto è che — se è vero che le borse anticipano i risultati dell'”economia reale” — la crescita avuta da marzo ad oggi era secondo molti forse eccessiva (l’S&P 500, in USA, ha segnato oltre +60% da marzo a ottobre!), anche tenendo conto della sottovalutazione dei valori che probabilmente si è avuta al momento dei minimi. Perché è sempre più chiaro che assisteremo ad una ripresa lenta e piena di incertezze. Basta ricordare l’andamento dell’occupazione per rendersi conto che non è tutto a posto.

Ma questo — almeno secondo le opinioni più condivise — non vuol dire che ci stiamo avvicinando ad un “crollo totale”. A patto che però non si rinunci agli interventi di “sostenibilizzazione” dell’economia che rimangono indispensabili.

Un’attesa diffusa è di una correzione tra il 10% e il 15% rispetto ai massimi toccati nelle scorse settimane (il che vuol dire che è verosimile che saremmo a circa metà della correzione), per poi tornare a salire,  per quanto in modo incerto (c’è chi però ipotizza un movimento “laterale”). Uno scenario forse non entusiasmante, ma si è detto più volte che la crisi finanziaria ha infranto il sogno dei “soldi facili” in borsa.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]