0 Flares 0 Flares ×

Prendo una frase da un editoriale di qualche tempo fa di Wolfgang Munchau (columnist del Financial Times) citato da RGE Monitor: “Le aziende che falliscono danno sempre più la colpa alle banche. […]. Non ha senso dare la colpa alle banche: in realtà, le banche agiscono responsabilmente quando negano credito a clienti che giudicano aver preso di affidabilità” (come nel caso di un’azienda prossima al fallimento, aggiungiamo).

La premessa è che la crisi finanziaria è nata da una gestione “allegra” dei prestiti da parte delle banche, che avrebbero perso di solidità proprio perché concedevano credito (o meglio, sfruttavano la concessione di credito) a soggetti che non erano in grado di rimborsare i prestiti ottenuti. Non a caso si parlava di “crisi dei mutui subprime“.

Io ho qualche idea su questa affermazione, ma per una volta mi pare interessante sfruttare l’occasione per attivare un dibattito. Quindi, voi cosa ne pensate? I commenti sono a vostra disposizione…

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. Il problema è che si è passato da un estremo all’altro. E comunque in Italia le banche non hanno mai regalato i soldi, per cui stringere di più la cinghia non è giustificato.

  2. Credo che rappresenti il discorso della “coperta corta”: da una parte serve alle imprese che le banche prestino facilmente il denaro che gli serve, dall’altro però i prestiti vanno concessi solo a chi è affidabile…
    non so come andrà a finire, però ho una mezza idea su chi se la prenderà in quel posto…

  3. Non è semplice dire se fanno bene o fanno male. Farebbero bene se, dopo un’approfondita analisi dell’azienda, verificassero che, al di la della momentanee difficoltà di cassa, non vi sono gli elementi per giudicare l’azienda con solide prospettive future.
    Il problema è che le banche non hanno i mezzi per fare queste analisi approfondite (al di la della consultazione di bilanci e centrale) in quanto stanno cercando di rispondere ai loro problemi con accorpamenti interni ed esterni (con le conseguenze occupazionali e motivazionali conseguenti) che sono a scapito della qualità del servizio erogato oltre che della capacità di smaltire materialmente le richieste dei clienti.
    Emblematico, per l’argomento in discussione, è la dichiarazione, di qualche tempo fa, dell’amministratore delegato di un grosso Istituto Bancario Italiano: “Le banche hanno fatto più danni sovrafinanziando le imprese che sottofinanziandole”. Qualcuno di voi sa a chi mi riferisco…

  4. La questione non è solo “bianco o nero”: il problema è soprattutto nella “zona grigia”, cioè le aziende che “potrebbero farcela” ma passano un momento di difficoltà temporanea. In questi casi veramente il taglio del credito vuol dire uccidere un impresa. E credo sia proprio questa la problematica più sentita.

  5. Le banche approfittano della situazione. Molte aziende richiedono prestiti perchè lo stato non paga le fatture. In tal caso la banca le garanzie le ha (la fattura dello stato da pagare). Invece che fanno le banche? Negano il prestito e propongono di comprare la fattura, che vale 100, al prezzo di 70. Avendo un potere controattuale forte con lo stato loro riescono a farsela pagare realizzando un guadagno di 30 senza fare nulla. L’azienda prende una boccata di ossigeno nel breve preiodo ma nel lungo, ha perso 30 e va ancora sempre più in crisi.

Comments are closed.