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Per rispondere ad un paio di mail che sono arrivate, che chiedono alcune spiegazioni, abbiamo effettivamente rimosso (almeno finché la notizia non diventerà ufficiale) il rumor relativo ad una prossima variazione nelle condizioni di un noto conto di deposito italiano. La rimozione è avvenuta perché, per quanto la fonte non fosse quella, poteva essere ricondotta ad un Network di affiliazione (che peraltro non abbiamo mai utilizzato realmente) aderendo però al quale, tra le condizioni, vi è anche un impegno alla riservatezza.

Abbiamo cancellato l’adesione al network, per evitare problemi analoghi in futuro: questo senza certamente farne una colpa al network in sé (che ha tutte le ragioni per chiedere il rispetto degli impegni presi), ma chiaramente in un blog non possiamo certo pensare di precluderci la possibilità di inserire rumors, o anticipazioni.

Speriamo comunque che la richiesta di rimozione del rumor sia dovuta allo zelo dei responsabili del network, e non a pressioni da parte della banca di cui si parlava. Non c’è nulla di male nel cambiare i tassi, fa parte del funzionamento del mercato bancario e dei conti di deposito. Soprattutto se lo si fa in trasparenza: anzi, è un meccanismo che può spingere i potenziali clienti a cercare di sfruttare le opportunità che ci sono.

Qualcosa da ridire invece lo si può trovare se, come a volte sembra (ma speriamo non sia questo il caso), si cerca di cambiare i tassi cercando di farlo passare inosservato, con l’obiettivo malcelato che non se ne accorda nessuno, nella peggiore tradizione del confusopolio finanziario.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. Anche io, utilizzando il tuo stesso network, ho ricevuto la notizia in oggetto.

    Sinceramente trovo che la richiesta sia corretta anche nel caso in cui fosse arrivata da parte di chi gestisce il Conto Deposito.

    Le informazioni sono riservate fino a quando l’azienda non decide di diffonderle: se la banca ritiene di non volerle anticipare, allora quando entreranno in vigore saranno pubblicizzate in tutta trasparenza, secondo le normative vigenti, nelle modalità che ritiene più opportune l’azienda. Non con un passaparola assolutamente “fuori controllo” (NB: basta il passaggio di un’informazione attraverso 10 persone diverse per alterarne completamente il contenuto) che non possa trovare controprova sui canali ufficiali (ad es. sito web istituzionale).

    Inoltre la richiesta non va vista solo dal lato dell’utente finale, ma anche da parte della concorrenza che potrebbe così entrare in possesso anticipatamente di informazioni riservate relative alle strategie messe in atto da un competitor.

  2. Premesso, ripeto che la fonte era un’altra, ma non è quello il discorso: certamente è legittimo che ciascuna azienda decida le proprie politiche commerciali (e infatti abbiamo tolto il post, nel dubbio).

    Comunque il discorso è diverso, e cioè che le buone prassi di “trasparenza” prevederebbero di rendere disponibili informazioni con anticipo sul mercato (n.b. stiamo parlando di qualche giorno lavorativo, non mesi…). Non è certo una singolarità che sia noto quando finisce una promozione, o che sia reso noto con un minimo di anticipo che saranno cambiati i tassi applicati (anche al di fuori delle comunicazioni obbligatorie di legge). Certamente è legittimo che un’azienda – una banca – decida di non anticpare nulla. Ma come forse sai il primo principio della comunicazione è che non si può non comunicare: e non dire niente può essere interpretato con il fatto che si spera di fare passare certi cambiamenti inosservati.

  3. Mi pare che però questi siano i segreti di pulcinella: non ci vuole molto a vedere che c’è solo un conto di deposito che non ha ancora tagliato il tasso promozionale… non serve mica tanta “scienza” basta vedere anche solo i banner in questa pagina…

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