La vendita di case negli USA continua a diminuire

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Recentemente, nelgi USA la NAR (National Association of Realtors, l’associazione americana degli immobiliaristi) ha presentato alcuni dati che mostrano un aumento a settembre negli Stati Uniti delle vendite di case esitenti (quelle “usate”, per capirci). Un dato che è stato preso da molti come un indicatore che le condizioni economiche USA stanno migliorando, e sta iniziando la ripresa.

In realtà però il dato non è affatto così positivo come lo si dipinge, perché questo aumento si riferisce ai dati “seasonally adjusted“, cioè corretti per tenere conto della stagionalità nella vendita delle case.

Infatti, andando a vedere i numeri, si riscontra invece che in valori assoluti le vendite sono diminuite a settembre (da 498.000 di agosto a 472.000), rispetto ad agosto. La diminuzione però è stata minore di quella che normalmente si riscontra tra agosto e settembre (di solito a settembre si riscontra un calo significativo), e questo fa si che i dati corretti stagionalmente mostrino un segno positivo. Tanto più che, secondo alcuni esperti, la ragione sarebbe da imputare a motivazioni fiscali che avrebbero allungato il normale periodo di picco delle compravendite.

La “ripresa” delle vendite di case è quindi un dato che va preso con opportuna prudenza: però più del dato mensile, ci sembra più interessante e degno di nota il fatto che le vendite siano state superiori al settembre dell’anno scorso (quando erano state vendute solo 438.000 case), e sia ormai da giugno che il confronto con l’anno precedente segna un risultato positivo. Ma è ancora presto per dichiarare del tutto chiusa la crisi dell’immobiliare negli USA.

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