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Nei giorni scorsi si è tornato a parlare del prezzo della benzina (e del gasolio) che secondo alcuni sarebbe aumentato più del dovuto. Peccato che, come spesso accade, queste discussioni nascano “fuori tempo” (capirete dopo perché scriviamo questo) e soprattutto, tendano a non basarsi su dati. Non diciamo questo perché proviamo un piacere autolesionistico a pagare cara la benzina, ma piuttosto perché, come abbiamo spesso ripetuto, siamo convinti che se non si comprende bene un problema, è estremamente improbabile individuare soluzioni che migliorino la situazione.

Ma andiamo con ordine. Vediamo innanzi tutto in un grafico  l’andamento del prezzo del petrolio (qui ci siamo riferiti alla varietà WTI) e il cambio EUR/USD. I dati sono riferiti al periodo 1° gennaio 2007 – 20 ottobre 2009. Per la cronaca, val la pena ricordare che l’aumento del prezzo del petrolio — per quanto spiacevole — è per molti versi un segnale positivo per l’economia, dato che una maggiore domanda indica una maggiore attività economica. Chiaramente, come abbiamo già evidenziato, ci sono dei fattori che possono essere considerati sostanzialmente speculativi.

Prezzo del petrolio in USD, cambio EUR/USD, prezzo del petrolio in EUR
Prezzo del petrolio in USD, cambio EUR/USD, prezzo del petrolio in EUR

Si può notare come, nonostante la svalutazione del dollaro delle ultime settimane, il prezzo del petrolio in Euro sia comunque aumentato. Concentriamoci su questo valore riferendoci, per avere maggiore “pulizia”, alla media mobile a 3 giorni  (cioè per ogni giorno utilizziamo, anziché il prezzo del giorno stesso, la media del prezzo del giorno, di quello precedente e quello successivo). Chiaramente utilizzare questa media cambia (di molto poco) i termini di confronto: lo scopo è però concentrare l’attenzione sui trend.

Prezzo del petrolio in EUR, media mobile 3 giorni
Prezzo del petrolio in EUR, media mobile 3 giorni

Vediamo ora l’andamento del prezzo netto di benzina e gasolio. Va sottolineata l’importanza di fare il calcolo sul prezzo netto, dato che le accise sono fisse (ad oggi, 0,423€/l su gasolio e 0,564€/l sulla benzina) e non hanno a che fare con l’andamento del prezzo del petrolio. Nel calcolo, abbiamo considerato anche le variazioni delle accise, in particolare la riduzione temporanea che si è avuta per un po’ di tempo l’anno scorso, ma anche l’aumento da 0,416 a 0,423 sul gasolio apportato a metà 2007. Per calcolare il prezzo netto va scorporata anche l’IVA, che val la pena sottolineare come sia calcolata su prezzo industriale + accisa, cioè in pratica ci si trova a pagare delle tasse su altre tasse, cosa che dovrebbe spingere a qualche riflessione. Anche in questo caso abbiamo calcolato la media mobile a 3 giorni. (tra parentesi: sì, la benzina costa meno del gasolio, al netto delle tasse).

Prezzi (media mobile 3 giorni) di benzina e gasolio
Prezzi (media mobile 3 giorni) di benzina e gasolio

A questo punto, è semplice calcolare il rapporto tra il prezzo di benzina e gasolio, e quello del petrolio:

Rapporti tra i prezzi (medie mobili 3 gg) di benzina/gasolio e petrolio WTI
Rapporti tra i prezzi (medie mobili 3 gg) di benzina/gasolio e petrolio WTI

Si può notare che questo rapporto non è stato costante nel periodo considerato, ma in questo momento non è particolarmente anomalo. E’ però molto interessante sovrapporre questo grafico al precedente, per vedere  assieme le variazioni di prezzo netto e del rapporto di prezzo:

Prezzi netti benzina/gasolio e rapporto prezzi/prezzo del petrolio
Prezzi netti benzina/gasolio e rapporto prezzi/prezzo del petrolio

A questo punto, dovreste aver capito a cosa ci riferivamo riguardo le lamentele “fuori tempo”: se non è adesso che il prezzo dei carburanti è anormalmente alto, si nota in modo evidente come, al calare del prezzo del petrolio da fine dell’anno scorso fino a quasi metà 2009, la diminuzione del prezzo di benzina e gasolio non sia stato altrettanto veloce, soprattutto nel caso del diesel. Purtroppo, in quel momento vi sono state poche lamentele (probabilmente la maggior parte delle persone era soddisfatta del fatto che i prezzi fossero diminuiti, quindi non si poneva particolari problemi), e quelle che ci sono state avanzavano richieste sostanzialmente assurde, perché dimenticavano la presenza delle accise e dell’IVA sul prezzo, mancando quindi di cogliere correttamente il problema e risultando quindi sostanzialmente inefficaci.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. Gran bel post, hai fatto quasi esattamente un’analisi che mi ero riproposto di fare
    per conto mio.
    C’e’ un’unica annotazione che vorrei fare, riguardo all’ultimo grafico: e’ del tutto normale che il rapporto benzina/petrolio (ovviamente mi riferisco ai loro prezzi) sia piu’ alto quando il petrolio e’ basso di quando il petrolio e’ alto, semplicemente perche’ una parte dei costi delle compagnie petrolifere (ad es. quelli per il personale) NON dipendono dal prezzo del petrolio.
    Mi spiego. Se ad es. il petrolio fosse a 30 euro/barile, i costi di raffinazione/distribuzione fossero di 10 euro/barile e il margine di profitto desiderato fosse del 10%, una compagnia petrolifera dovrebbe vendere i carburanti ricavati da quel barile di petrolio a (30+10)*110%=44 euro; mentre se il prezzo del petrolio fosse 60 euro/barile (e tutto il resto restasse identico) dovrebbe venderli a 77 euro. Quindi un raddoppio del prezzo del petrolio farebbe aumentare il prezzo “alla pompa” di un fattore pari a “solo” 77/44 = 1.75: il rapporto benzina/petrolio tende quindi a scendere se il petrolio sale, a salire se il petrolio scende.

  2. Analisi molto interessante, è da tempo che cercavo dati di questo tipo.
    C’è però anche un altro aspetto che andrebbe tenuto conto: i prodotti raffinati del petrolio vengono comunque negoziati, e quindi la specifica domanda ed offerta influenza i prezzi (è il motivo per cui il diesel è arrivato a costare (come prezzo senza tasse, intendo) più della benzina).
    Per cui al picco del rapporto di prezzo benzina/petrolio va anche tenuto presente che in quei mesi si è avuta una grossa contrazione della domanda di petrolio per energia e come materia prima per le industrie. Per cui, se la domanda di petrolio per questi scopi è diminuita più della domanda di petrolio finalizzata alla produzione di carburanti, spiega che il rapporto benzina/petrolio aumenti.

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