I 10 errori più comuni negli investimenti
08 ottobre 2009
Abbiamo spesso parlato degli errori che si compiono negli investimenti. Cerchiamo di ricapitolare quelli che sono gli errori compiuti più di frequente da parte degli investitori, e soprattutto da parte dei “piccoli investitori”. Si tratta, per la maggior parte, di concetti (apparentemente) semplici, che però vengono spesso trascurati, con esiti potenzialmente disastrosi.
- Investire per avidità (o disinvestire per panico). Il desiderio di “guadagnare di più” o la paura di perdere tutto possono condurre alla fine a comprare al prezzo massimo e a vendere al prezzo minimo, il modo migliore per perdere soldi. Ogni tipo di investimento o disinvestimento dovrebbe essere valutato il più possibile razionalmente: ma non è realistico pensare che il proprio comportamento possa essere perfettamente razionale, per cui è anche importante ammettere e imparare a conoscere la propria irrazionalità.
- Non avere chiari i propri obiettivi. È quasi banale dire che se non si conoscono i propri obiettivi, è ben difficile raggiungerli. Qual’è lo scopo del vostro investimento? Che orizzonte temporale ha? Che livello di rischio considerate accettabile? Che rendimento desiderate? Porsi queste domande è fondamentale per scegliere l’investimento adatto alle vostre esigenze.
- Sottovalutare il rischio. È abbastanza frequente che nella scelta di un investimento si dia più peso, guardando al passato, a quando le cose sono andate bene, che a quando le cose sono andate male, finendo così per sottovalutare il livello di rischio complessivo dell’investimento. Questo conduce spesso anche ad attese non realistiche, e ad un eccesso di ottimismo, che può finire decisamente deluso. Sperare per il meglio, prepararsi al peggio, è quantomai un consiglio valido anche negli investimenti.
- Sopravvalutarsi come investitore. La maggior parte degli investitori ritiene di poter raggiungere investimenti sopra la media. Per quanto aver fiducia nelle proprie possibilità è certamente una buona cosa, pensare di essere più “furbi” o più “informati” di tutti gli altri può portare a prendere più rischi del dovuto.
- Diversificare in modo inadeguato i propri investimenti. La diversificazione degli investimenti è fondamentale per bilanciare rischio e rendimento: ma “diversificazione” non è solo un agglomerato di investimenti diversi, ma un insieme organico e ragionato per raggiungere, nel suo complesso, gli obiettivi che ci si è posti.
- Dedicare una parte eccessiva del proprio capitale al portafoglio di investimenti. Al portafoglio investimenti va dedicata solo la parte di capitale che avete deciso che può essere “a rischio” o comunque vincolata di fatto per l’orizzonte temporale che vi siete proposti. Tenete presente che il portafoglio questo può essere implicitamente più grande di quello che pensate, cosa che capita spesso quando la parte che investite non è in realtà il portafoglio “completo”, cioè che bilancia investimenti a basso rischio e a rischio più elevato secondo i vostri obiettivi. Invece, spesso è la parte “da non investire” che viene contata come investita a basso rischio, dedicando il portafoglio investimenti a quelli a rischio più alto, con il risultato che il rischio complessivo diventa molto più elevato di quanto siete probabilmente disposti a tollerare.
- “Innamorarsi” di un investimento. Se andava bene per voi ieri, non è detto che lo sia anche domani: scegliere un investimento perché ci si è trovati bene in passato può essere fonte di delusioni, perché possono cambiare le condizioni di mercato (quindi cambiare quello che lo aveva reso valido per voi) oppure le vostre esigenze. Ma anche vuol dire non trarre profitto da un titolo il cui prezzo è salito (vendendolo – fino a quel momento il guadagno rimane solamente virtuale…) oppure negare il fatto che un titolo o un investimento nel portfolio è perdente, e forzarsi ad aspettare che il prezzo torni a salire. La revisione degli investimenti però deve essere razionale (vedi punto 1) e non essere basata sulla fretta (vedi punto 9).
- Non sapere in cosa si sta investendo. Oltre a quella che dovrebbe essere l’ovvietà di capire dove si stanno mettendo i propri soldi, è una strategia vincente quella di investire in aziende, e non in azioni: in altre parole, guardare l’andamento di un titolo azionario è solo una parte dell’investimento, tanto più se si ragiona con un ottica non di brevissimo termine, e dovrebbero essere analizzati attentamente i fondamentali e le prospettive di mercato dell’azienda di cui si stanno comprando le azioni.
- Avere fretta. A tutti piacerebbe avere enormi guadagni in poco tempo, ma è una prospettiva poco realistica pensare di riuscire a sorpassare di molto i rendimenti del mercato (vedi anche punto 4). Ma soprattutto, non bisogna perdere di vista il proprio orizzonte temporale: se si ha un orizzonte di medio termine, è controproducente cercare di inseguire le performance di breve o brevissimo periodo e cambiare continuamente la composizione del proprio portafoglio, anche per i costi di transazione che questo può comportare. Ovviamente questo non vuol dire che non debbano essere fatte revisioni periodiche del proprio portafoglio (vedi punto 7).
- Investire sulla base di quello che si legge nei blog. Le informazioni che potete trovare nei blog (ma anche, in generale, le notizie di finanza) sono molte ma dovreste trattarli come spunti di riflessione: per quanto possa essere faticoso, l’unica strategia che può essere vincente è pensare con la propria testa. Sta a voi analizzare un investimento per “capirlo” e soprattutto per capire se è adatto a voi e ai vostri obiettivi.
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Abbiamo spesso parlato degli errori che si compiono negli investimenti. Cerchiamo di ricapitolare quelli che sono gli errori compiuti più di frequente da parte
degli investitori, e soprattutto da parte dei “piccoli investitori”. Si tratta, per la maggior parte, di concetti (apparentemente) semplici, che però vengono
spesso trascurati, con esiti potenzialmente disastrosi.
1 Investire per avidità (o disinvestire per panico). Il desiderio di “guadagnare di più” o la paura di perdere tutto possono condurre alla fine a comprare al
prezzo massimo e a vendere al prezzo minimo, il modo migliore per perdere soldi. Ogni tipo di investimento o disinvestimento dovrebbe essere valutato il più
possibile razionalmente: ma non è realistico pensare che il proprio comportamento possa essere perfettamente razionale, per cui è anche importante ammettere e
imparare a conoscere la propria irrazionalità.
2 Non avere chiaro i propri obiettivi. È quasi banale dire che se non si conoscono i propri obiettivi, è ben difficile raggiungerli. Qual’è lo scopo del vostro
investimento? Che orizzonte temporale ha? Che livello di rischio considerate accettabile? Che rendimento desiderate? Porsi queste domande è fondamentale per
scegliere l’investimento adatto alle vostre esigenze.
3 Sottovalutare il rischio. È abbastanza frequente che nella scelta di un investimento si dia più peso, guardando al passato, a quando le cose sono andate bene,
che a quando le cose sono andate male, finendo così per sottovalutare il livello di rischio complessivo dell’investimento. Questo conduce spesso anche ad attese
non realistiche, e ad un eccesso di ottimismo, che può finire decisamente deluso. Sperare per il meglio, prepararsi al peggio, è quantomai un consiglio valido
anche negli investimenti.
4 Sopravvalutarsi come investitore. La maggior parte degli investitori ritiene di poter raggiungere investimenti sopra la media. Per quanto aver fiducia nelle
proprie possibilità è certamente una buona cosa, pensare di essere più “furbi” o più “informati” di tutti gli altri può portare a prendere più rischi del dovuto.
Inoltre,
5 Diversificare in modo inadeguato i propri investimenti. La diversificazione degli investimenti è fondamentale per bilanciare rischio e rendimento: ma
“diversificazione” non è solo un agglomerato di investimenti diversi, ma un insieme organico e ragionato per raggiungere, nel suo complesso, gli obiettivi che ci
si è posti.
6 Dedicare una parte eccessiva del proprio capitale al portafoglio di investimenti. Al portafoglio investimenti va dedicata solo la parte di capitale che avete
deciso che può essere “a rischio” o comunque vincolata di fatto per l’orizzonte temporale che vi siete proposti. Notate che il portafoglio questo può essere
implicitamente più grande di quello che pensate, cosa che capita spesso quando la parte che investite non è in realtà il portafoglio “completo”, cioè che bilancia
investimenti a basso rischio e a rischio più elevato secondo i vostri obiettivi. Invece, spesso è la parte “da non investire” che viene contata come investita a
basso rischio, dedicando il portafoglio investimenti a quelli a rischio più alto, con il risultato che il rischio complessivo diventa molto più elevato di quanto
siete probabilmente disposti a tollerare.
7 “Innamorarsi” di un investimento. Se andava bene per voi ieri, non è detto che lo sia anche domani: scegliere un investimento perché ci si è trovati bene in
passato può essere fonte di delusioni, perché possono cambiare le condizioni di mercato (quindi cambiare quello che lo aveva reso valido per voi) oppure le vostre
esigenze. Ma anche vuol dire non trarre profitto da un titolo il cui prezzo è salito (vendendolo – fino a quel momento il guadagno rimane solamente virtuale…)
oppure negare il fatto che un titolo o un investimento nel portfolio è perdente, e forzarsi ad aspettare che il prezzo torni a salire.
La revisione degli investimenti però deve essere razionale (vedi punto 1) e non essere basata sulla fretta (vedi punto 9).
8 Non sapere in cosa si sta investendo. Oltre a quella che dovrebbe essere l’ovvietà di capire dove si stanno mettendo i propri soldi, è una strategia vincente
quella di investire in aziende, e non in azioni: in altre parole, guardare l’andamento di un titolo azionario è solo una parte dell’investimento, tanto più se si
ragiona con un ottica non di brevissimo termine, e dovrebbero essere analizzati attentamente i fondamentali e le prospettive di mercato dell’azienda di cui si
stanno comprando le azioni.
9 Avere fretta. A tutti piacerebbe avere enormi guadagni in poco tempo, ma è una prospettiva poco realistica pensare di riuscire a sorpassare di molto i
rendimenti del mercato (vedi anche punto 4). Ma soprattutto, non bisogna perdere di vista il proprio orizzonte temporale: se si ha un orizzonte di medio termine,
è controproducente cercare di inseguire le performance di breve o brevissimo periodo e cambiare continuamente la composizione del proprio portafoglio, anche per i
costi di transazione che questo può comportare. Ovviamente questo non vuol dire che non debbano essere fatte revisioni periodiche del proprio portafoglio (vedi
punto 7).
10 Investire sulla base di quello che si legge nei blog. Le informazioni che potete trovare nei blog (ma anche, in generale, le notizie di finanza) sono molte ma dovreste trattarli come spunti di riflessione: per quanto possa essere faticoso, l’unica strategia che può essere vincente è pensare con la propria testa. Sta a voi analizzare un investimento per “capirlo” e soprattutto per capire se è adatto a voi e ai vostri obiettivi.
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