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I dati sulla forte ripresa della pubblicità online comunicati ieri da Google lasciano pensare, secondo gli stessi executive del gigante di Internet, che il peggio della recessione sia ormai alle spalle. Infatti Google (che basa molto del proprio business sulla pubblicità) ha visto un aumento dell’8% delle entrate nel 3° trimestre 2009. A beneficiare dei dati positivi sull’online advertising ovviamente sono stati i titoli di Google in primo luogo (che hanno subito guadagnato il 3% circa).

Effettivamente, la pubblicità può essere un indicatore importante dello stato di salute dell’economia, perché — per quanto si dica che “la pubblicità è l’anima del commercio” — si tratta di una delle spese che vengono ridotte per prime in un contesto di difficoltà economiche. E questo vale forse soprattutto per la pubblicità online, che comporta costi fissi minori, e quindi potrebbe essere considerata per certi versi più discrezionale e più legata al contesto economico. In questo senso, può essere interessante notare che secondo quanto hanno dichiarato i manager di Google, il costo medio per clic (un “valore” che è fissato con un meccanismo d’asta, per cui dipende anche dalla quantità di aziende che investono in pubblicità) è aumentatato di circa il 5% nel 3° trimestre rispetto al secondo del 2009, ma è ancora circa il 6% sotto ai valori dell’anno scorso.

Dati quindi positivi, che però bisogna tenere presente sono parzialmente distorti dal deprezzamento del dollaro, che in pratica fa sì che Google guadagni (in termini nominali, almeno) per le pubblicità che vengono pagate in valute quali l’Euro.

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