Dal 1° novembre entra in vigore la Direttiva europea sui servizi di pagamento.

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Il 1° novembre è il termine ultimo per il recepimento della Direttiva Europea sui Servizi di Pagamento (2007/64/CE), che mira a migliorare l’integrazione e l’efficacia dei servizi di pagamento nei 27 Stati della Comunità Europea e nei 3 dello Spazio Economico Europeo (Islanda, Liechtenstein, Norvegia). L’Italia però sembra essere rimasta un po’ indietro in questo iter, anche se nell’attesa diverse banche si sono già preparate.

La Direttiva si applica a tutti i servizi di pagamento in Euro (e nelle altre valute degli Stati Membri),  dell’UE, e rimangono esclusi i servizi che invece si basano su titolo cartaceo, come gli assegni o le cambiali.

Le novità che sarebbero introdotte dalla Direttiva sono molteplici ed interessanti, che tra l’altro introducono numerosi aspetti positivi per i consumatori.

  • L’IBAN diventa “identificativo unico”: oltre a non essere più ammessi bonifici privi delle coordinate IBAN del destinatario, le coordinate bancarie diventano prevalenti rispetto all’indicazione errata (o incompleta) del nominativo del beneficiario. Val la pena ricordare che alcune cifre che compongono l’IBAN costituiscono il codice di controllo (calcolati sulla restante parte del codice): in altre parole, sbagliando delle cifre nel codice IBAN non si “fa un bonifico a qualcun altro” perché il codice diventa incoerente e quindi non valido.
  • Bonifici con tempi di esecuzione certi e brevi: i bonifici sia nazionali che diretti verso Paesi della UE avranno tempi certi di esecuzione, e la saranno eseguiti entro un giorno lavorativo quando disposti attraverso canali telematici, oppure entro un massimo di due giorni lavorativi quando disposti tramite ordine cartaceo. Le banche hanno però diritto a fissare un orario limite per l’accettazione degli ordini, oltre il quale l’ordine si considera effettuato il giorno successivo.
  • “Abolizione” dei giorni di valuta aggiuntivi: i fondi ricevuti dovranno diventare disponibili immediatamente, e la data di valuta dovrà coincidere con la data di accredito dei fondi sul conto del destinatario. Questo comporta anche che non sarà possibile effettuare bonifici “retrodatati”, con una data di valuta per il destinatario anteriore a quella in cui viene fatta l’operazione, operazione attualmente consentita (con sovrapprezzo) da diverse banche. L0 stesso vale per gli addebiti, quali ad esempio RID o prelievi Bancomat che dovranno avere la valuta del giorno dell’operazione.
  • Aumento dei tempi per richiedere il rimborso dei pagamenti domiciliati: i consumatori avranno maggiore tempo a disposizione per richiedere alla propria banca lo storno di un singolo pagamento RID (tipicamente, storno che può essere richiesto come conseguenza di addebito “errato”), infatti la Direttiva prevede che la richiesta possa essere effettuata fino a 8 settimane di tempo dalla data di addebito.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Ricerche Frequenti:

  • retrodatare un bonifico