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Ieri si è svolto a Roma un convegno dedicato a “Covered Bond e Cartolarizzazione“, dove si è molto parlato delle opportunità offerte appunto dai covered bond. Questi, in Italia chiamati anche obbligazioni garantite, presentano un basso rischio per l’investitore e (almeno in generale) un’elevata liquidità. Infatti, i covered bond prevedono l’obbligo, per chi li emette (molto spesso, una banca), di vincolare una parte dell’attivo patrimoniale esclusivamente alla remunerazione (il pagamento degli interessi) e al rimborso dei bond emessi: ecco dunque che il rischio di un loro mancato rimborso è ridotto rispetto alle normali obbligazioni che prevedono obblighi meno stringenti da questo punto di vista.

Oltre che dal punto di vista dell’investitore, che quindi si trova a disposizione una possibilità di investimento a basso rischio, i covered bond sono un’opportunità anche per le banche che li emettono: infatti, data la loro maggior sicurezza, queste si trovano a pagare un ridotto “premio di rischio” (in altre parole, un tasso di interesse più basso), e quindi a poter raccogliere risorse a minor costo, soprattutto a medie e lunghe scadenze. Senza contare che la diversificazione della provenienza delle risorse permette di avere una struttura patrimoniale più affidabile. I principali gruppi bancari hanno già avviato programmi di emissione di questo tipo di strumenti finanziari.

Soprattutto in questo periodo, si tratta di un fattore tutt’altro che trascurabile, che potrebbe portare benefici alla clientela, e soprattutto alle imprese, che potrebber0 veder ridurre il costo del capitale preso a prestito, una problematica decisamente attuale. L’ABI stima inoltre che, grazie ai covered bond, non solo le banche potrebbero offrire ai loro clienti dei finanziamenti dal costo più ridotto, ma anche a più lunga scadenza.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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