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L’Italia è considerata spesso “il popolo delle partite IVA”, per il gran numero di microimprese e professionisti che lavorano in proprio (senza contare i “consulenti forzati”). Però l’Italia è anche un paese dove fare nascere un impresa e svilupparla non è sempre facile: l’ostacolo maggiore per un’azienda appena nata, è spesso quello di raccogliere i fondi necessari per effettuare gli investimenti necessari a sviluppare l’idea imprenditoriale.

La fase iniziale è quella più difficile per un’impresa dato che gli investimenti necessari sono molti mentre i ricavi sono pochi. Questo complica non poco la raccolta di capitali in queste fasi iniziali, perché l’azienda non è in grado di offrire le garanzie che sono richieste per accedere ai “normali” canali di finanziamento. Soprattutto in USA, esitono da tempo delle forme di finanziamento e di capitalizzazione specifica per le imprese appena nate, che sono offerte principalmente da “business angels” (investitori che cercano di individuare idee vincenti per partecipare al loro sviluppo imprenditoriale) e fondi “seed capital” (fondi “seme”, specializzati nell’investire in imprese che si stanno sviluppando). [La terza categoria di investitori sono gli “FFF“, Family, Friends, and Fools – persone che possono partecipare all’impresa ma senza una valutazione “professionale” dell’investimento che stanno facendo].

La logica di Business Angels e fondi Seed Capital non è ovviamente pura filantropia: si tratta di un business basato sul fatto che è vero che investire in imprese appena nate comporta maggiori rischi, ma questi sono compensati dai maggiori ricavi, perché se un’impresa poi va bene, il suo valore può anche centuplicarsi, portando quindi grossi ricavi per chi vi ha investito.

Startup financing cycle / Ciclo di finanziamento di un'impresa start-up
Startup financing cycle / Ciclo di finanziamento di un'impresa start-up

(Fonte: Wikimedia Commons )

In Italia però queste forme di finanziamento sono molto poco diffuse, con il risultato che le aziende crescono meno e crescono più lentamente. Vale la pena però citare l’iniziativa di Intesa SanPaolo (Start-up Initiative), che ha recentemente realizzato una piattaforma per fare incontrare imprese start-up, Fondi di Seed Capital, Fondi di Venture Capital, Fondazioni e Business Angels.

È interessante notare come la prima fase della Start-up Initiative sia dedicata ad aspetti di formazione alle imprese, ed in particolare agli aspetti di realizzazione del business plan, che è uno strumento fondamentale per validare la qualità e le prospettive di un’idea di business. Chiaramente, però, deve essere fatto in modo accurato, ed evitando di adattare i dati a “quello che piacerebbe che fosse” come spesso viene la tentazione di fare nei business plan fatti spesso poco più che “pro-forma” dalle imprese italiane.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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