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In agosto, le vendite al dettaglio in USA sono aumentate del 2,7% rispetto al mese precedente. Un valore che è comunque negativo se  confrontato con agosto 2008 (-5,3%), ma che comunque genera speranze. Non solo negli USA, dato che, come abbiamo spiegato più volte  in passato, il consumatore americano “pesa” molto sulla domanda mondiale.

Nonostante i dati positivi, i consumatori americani rimangono comunque prudenti, per i timori legati all’occupazione, rinviando molti acquisti “non impellenti” (ed in questo senso ad esempio il settore dell’arredamento ad esempio tende a soffrire molto), o preferendo prodotti di fascia più bassa (ed infatti i commercianti che vendono prodotti di prezzo più contenuto sembrerebbero soffrire meno).

In agosto, l’aumento delle vendite è stato spinto dalle vendite di auto (aumentate del 10,6% rispetto a luglio, come conseguenza dell’introduzione di incentivi statali), ma anche depurate da questo dato le vendite al dettaglio rimangono positive (+1,1%). Va detto che alcuni elementi di queste vendite comprendono una componente stagionale, legate a quello che alcuni analisti definiscono “effetto ritorno a scuola”, dove alcuni acquisti sono effettuati in vista della ripresa delle scuole, o perché legati direttamente, o anche solo perché una volta iniziate le scuole si può aver più difficoltà a farli — ad esempio l’abbigliamento.

Questi due elementi (incentivi auto — ora terminati — ed “effetto ritorno a scuola”) sono quelli che spingono qualche esperto a  sollevare qualche dubbio sulla solidità di questa ripresa dei consumi, che peraltro non considerano giustificata da fattori strutturali (come potrebbe essere un aumento dell’occupazione).

Altri però sono più ottimisti, dato che si è assistito ad una ripresa dei consumi anche in settori dove non era attesa, come ad esempio nell’elettronica ed elettrodomestici, che han segnato un +1,1% , che interpretano come un aumento della fiducia dei consumatori.

La sfida, concordano quasi tutti gli analisti, sarà quella dei dati di settembre: se i consumi registreranno una tenuta, allora si potrà varamente parlare di ripresa della fiducia. Altrimenti, la “fiammata” di agosto andrà attribuita solo all’effetto di sostegni diretti ed indiretti ai consumi.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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