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Secondo una ricerca realizzata dagli analisti di Banca Monte dei Paschi, ci sono segnali positivi per il cosiddetto “Sistema Moda”, ed in particolare per il tessile-abbigliamento, un settore decisamente importante per l’economia italiana.

Il comparto tessile-abbigliamento mostrerebbe una tenuta lievemente maggiore rispetto agli altri settori, nell’ambito della crisi economica, ma va detto che si tratta di un settore già “in sofferenza” a causa della concorrenza di produttori localizzati in Paesi emergenti, dove la manodopera (che incide in modo rilevante sui costi del prodotto) ha un costo enormemente più basso: una “sfida” che è opinione diffusa possa essere affrontata solamente puntando sull’alta qualità, intesa anche (ma non solo) come “design”, e magari riuscendo a vedere paesi come Cina ed India non solo come concorrenti, ma come potenziali mercati di sbocco, soprattutto con riferimento alle fasce più abbienti della popolazione (in percentuale una minoranza, ma in numeri assoluti si parla comunque di milioni di persone) che possono essere interessati al “Made in Italy“.

Gli analisti di banca MPS hanno esaminato in particolare i distretti industriali di Prato, Biella, Como e Carpi (che costituiscono circa il 16% della produzione e il 18% dell’export del settore), ed i risultati confermano la considerazione di poco sopra: a soffrire di più il tessile (per il minor “valore aggiunto” del prodotto) e l’abbigliamento “di fascia bassa”, meno l’abbigliamento di fascia alta ed alta qualità, per il quale prevedono prospettive di ripresa più forti.

Una criticità evidenziata, comune a molti altri settori, è la dimensione eccessivamente ridotta di alcune aziende, che a causa appunto delle dimensioni incontrano maggiori difficoltà, sia in termini di risorse che sarebbero invece necessarie per proporsi efficacemente a livello internazionale, ma anche da un punto di vista strettamente finanziario, perché la minore dotazione patrimoniale costringe ad operare con livelli di leva finanziaria maggiori, esponendosi dunque a maggiori rischi.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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