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Visto che ne avevamo parlato in passato, qualcuno di voi mi chiede di tornare sul tema delle statistiche sugli incidenti sulla guida in stato di ebrezza, con la scusa delle polemiche sulle dichiarazioni del ministro dell’agricoltura Zaia.

La questione è molto semplice, e non c’è molto da aggiungere: le statistiche che spesso si citano a dimostrazione dell’alcool come “causa” di incidenti stradali anche a piccole dosi, semplicemente, non sono statistiche. Intendiamoci, se da un lato è verosimile che l’alcool “non faccia bene” alla guida, il suo ruolo in piccole dosi è altrettanto verosimilmente sopravvalutato, e anche di molto.

Perché le statistiche non sono statistiche? Dire che l’alcool è la causa perché (con numeri di esempio) su 100 incidenti ci sono 50 che hanno bevuto, è un’affermazione solo in apparenza ragionevole, ma in realtà del tutto priva di significato, perché il fattore-alcool viene scelto in modo arbitrario: al suo postro potremmo fare lo stesso discorso sul fatto che il conducente indossa una camicia di un certo colore.

Il “fattore alcool” viene scelto sulla base del fatto che “si sa che l’alcool fa male“: e di fatto il ragionamento diventa “se partiamo dal presupposto che l’alcool è pericoloso per la guida, allora l’alcool è pericoloso per la guida“. Che è evidente che non vuol dire niente.

Chiariamo ancora meglio: per fare un discorso statisticamente serio sulla correlazione, dovremmo non solo vedere la percentuale di chi ha bevuto sul totale degli incidenti, ma anche sul totale di chi non ha fatto incidenti. Cosa vuol dire? Semplice, se su 100 persone che fanno incidenti ci sono 50 che hanno bevuto, ma anche su 100 persone che non hanno fatto incidenti ci sono 50 che non hanno bevuto, allora l’alcool è un elemento del tutto neutro, perché non influisce sulla probabilità di fare incidenti. Personalmente, statistiche con questo approccio io non ne ho viste, soprattutto con riferimento a tassi alcolici modesti: se qualcuno ne conosce, sarei lieto che ce le segnalasse.

Ora, a me non viene da pensare che sul chi non fa incidenti sia un insieme composto solo da chi non ha bevuto. Io di solito quando vado in pizzeria, al ristorante, o ancora di più in un pub o una discoteca, mi pare che la percentuale di chi beve una birra/un bicchiere di vino sia decisamente alta. Abbastanza alta da dire che non mi sembra folle pensare che il rapporto “bevitori/astemi” non sia tanto diverso da quello che poi si riscontra negli incidenti stradali. E che quindi dire l’alcool è causa anche in piccole dosi non sia molto sensato.

Ovviamente, stiamo parlando di piccole dosi: se parliamo di tassi elevati (diciamo sopra il “vecchio” limite di 0.8, tanto per dare un numero), di “vera ubriachezza”, il discorso è diverso. Ma come si “combatte” chi è in stato di “vera ubriachezza”: con i maggiori controlli, non certo abbassando ulteriormente i limiti (abbassamenti che peraltro sarebbero rispettati solo da chi è propenso a rispettare le regole — e probabilmente già di per sé è a basso rischio incidente — e non da chi già adesso le regole le ignora e magari si mette alla guida con tassi alcolici di 1.5). Solo che i controlli costano. Allora ci si riduce a “spaventare” la gente con sanzioni pesanti, e forse inique.

Perché inique? Perché quello che deve essere punito è il crimine, e cioè in questo fatto il caso che si mette in pericolo la sicurezza stradale altrui e propria, e non il come viene commesso. Se spari a qualcuno, non sei punito il fatto che la pistola usata è rossa o blu, ma il fatto che si sia sparato. Invece nel caso del codice della strada avviene l’esatto contrario, dato che è punito in modo differenziato alcool ed altri comportamenti che causano gli stessi effetti.

Senza tirare fuori i “soliti” medicinali o i telefoni cellulari, faccio una considerazione molto semplice (certo, un po’ banalizzata e con numeri di esempio, ma serve per capirsi). Se ad esempio, due bicchieri di vino rallentano i riflessi, mettiamo del 20%, allora da un punto di vista sostanziale è come se si viaggiasse il 20% più veloce: se in a velocità normale nel normale tempo di reazione percorro, mettiamo 10 metri, e a velocità normale e riflessi rallentati del 20%, nel tempo di reazione percorro 12 metri, è la stessa cosa che avere tempi di reazione normali e viaggiare a velocità il 20% più alta: lo spazio percorso è comunque 12 metri. Che è l’elemento di “pericolo” perché, sempre semplificando è quello lo spazio in cui non si ha il controllo di cosa accade. Ora, sulla base di questo ragionamento, sarebbe equo che chi ha bevuto e chi invece di viaggiare a 50 all’ora viaggia a 60 sia punito nello stesso modo.

“Disclaimer” finale: non scriviamo queste cose perché siamo a favore dell’alcolismo e tanto meno degli ubriachi (veri) alla guida. Piuttosto, perché troviamo piuttosto fastidioso come siano continuamente utilizzate statistiche in modo improprio, forzandone il significato, e come si cerchi spesso di adattare il problema alla soluzione decisa a priori e non di capire il problema e risolverlo. E perché viene sempre più che molti problemi siano affrontati sulla base di fobie, con il risultato che non si risolve nulla, ma anzi piuttosto si creano altri problemi.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno!
    Il fatto che si voglia criminalizzare tutti solo perché ci sono dei disgraziati che bevono veramente tanto e poi si mettono alla guida è semplicemente una str…ata!

  2. il ragionamento è corretto, è molto probabile che, rispetto ad un astemio, il differenziale di rischio derivante dall’assunzione di una birra sia simile a quello di:
    – conversare animatamente con il passeggero
    – distrarsi ascoltando una radiocronaca
    – consultare una cartina stradale durante la guida
    – conversare al viva voce
    – avere un’emicrania
    – avere piu’ di 60 anni
    – avere un debito di sonno
    ecc.

    Sono tutti fattori di rischio, ognuno dei quali apporta il proprio contributo, difficilmente quantificabile statisticamente.

    Ma il punto fondamentale e’ quello di chiedersi quale sia il livello di rischio massimo ‘accettabile’ per la comunità.
    Perchè se stabiliamo che una birra non costituisce un rischio accettabile allora per coerenza dovremmo vietare (e sanzionare con controlli) tutte le situazioni di rischio analogo come quelle elencate sopra.

    Jack

  3. Sono d’accordissimo!!!
    Va bene prendersela con chi è veramente ubriaco, ma bere una birra in pizzeria è tutta un’altra cosa! Prima di questo ci sono mille altre cose, a partire dalle condizioni delle strade!

  4. E’ una vergogna che vi permettiate di scrivere e commentare tutto cio’.
    Avete mai provato a farvi svegliare da una telefonata della polizia municipale alle 3 della mattina e sentirti dire che TUO FIGLIO DI SOLI 17 ANNI E’ STATO INVESTITO COME PEDONE DA UN UBRIACO CON I LIMITI FUORI DEL + 2,5 OLTRE LA NORMA E IN CENTRO STORICO FARE I 130 KM H!!!!!!! . ECCO MIO FIGLIO DOPO DUE GIORNI DI COME ( NON HA MAI RIPRESO CONOSCENZA) E’ MORTO AVEVA 17 ANNI!!!!

    CHI GUIDA NON DEVE BERE!!! NE DROGARSI!!! NE ASSUMERE SOSTANZE PSICOTROPE!!!

    VI AUGURO A TUTTI VOI DI PERDERE UN VOSTRO CARO PER MANO DI UN PIRATA DELLA STRADA.
    ALTRO CHE AVER BUON TEMPO NEL FARE I CALCOLI DEL TIPO….SE BEVO SOLO UNA BIRRA I MIEI TEMPI DI REAZIONI SONO SOLO PIU’ LENTI DI UN 20% E QUINDI LA VELOCITA’ ECC ECC ECC.

    LA GALERA PER I PIRATI DELLA STRADA….E ANCHE LA PENA DI MORTE SE FOSSE POSSIBILE!!!

    MA SAPETE QUANTE FAMILIE PIANGONO AL CIMITERO I LORO MORTI PER ESSERE STATI INVESTITI DA PIRATI DELLA STRADA!!! FORSE DOMANI PIANGERETE ANCHE VOI….SUCCEDE TUTTO IN UN ATTIMO!!!

    NON C’E’ EDUCAZIONE STRADALE NELLA NOSTRA CULTURA
    SI TEL COL CELL MENTRE SI GUIDA….I LIMITI NON VENGONO MAI RISPETTATI PERCHE’ TUTTI HANNO TROPPA FRETTA ( MA BASTA UN SOLO ATTIMO DI DISRAZIONE E LA TUA FRETTA SAI DOVE TE LA PUOI ATTACCARE??? E TANTI ALTRI COMPORTAMENTI SCORRETTI PERCHE’ TANTO CHI HA PIU’ RISPETTO DEL PRIOSSIMO??? E POI VUOI CHE SUCCEDA PROPRIO A ME UNA SFIGA DEL GENERE?? PUO ESSERE SI ANCHE A TE….

    VICE PRESIDENTE ASSOCIAZIONE ITALIANA FAMILIARI E VITTIME DELLA STRADA
    SEZ. DI VERONA

  5. Stefano mi dispiace per te e per la perdita che hai subito, ma spero che in quor tuo non auguri sinceramente a nessuno di provare lo stesso tuo profondo dolore semmai forse solo a chi te lo ha inflitto. Ho visto più gente piangere i propri cari per una cena di troppo, o per una buca del asfalto, o per un attimo di distrazione, che per un ubriaco ma forse è stato solo un caso.
    Indubbiamente uno che fa in centro storico i 130 km/h è da mettere in galera indifferentemente che abbia bevuto o peggio che non lo abbia fatto (in quel caso ci starebbe pure l’aggravante che era pure lucido l’idi_ota). Ma ben capirai che 2.5 grammi/litro non sono la quantità di alcol della quale stiamo parlando ma bensì di quantità di un decimo.
    La mancanza di educazione in tutto nella guida, nei rapporti umani, nella cura di ciò che non è nostro e del nostro stesso corpo, è un fattore che manca a molte, troppe persone e io mi ci metto dentro in questo paniere.

  6. Caro Stefano, sentite condoglianze per la perdita che hai subito.
    Però la questione, e spero che non sembra che manchi di sensibilità, di cui stiamo parlando è diversa.
    E cioè che da un lato non si può fare di tutta l’erba un fascio: avere 2.5 di alcol nel sangue non è la stessa cosa che averne 0.25, o anche 0.5: esattamente come non è la stessa cosa prendere un farmaco da banco contro il mal di testa (che, anche quelli alterano la percezione) e un sedativo da ospedale.
    Se vogliamo parlare di sicurezza stradale (che non è un tema che sottovalutiamo, anzi), dobbiamo andare a vedere TUTTE le cause, non solo quelle che suonano più antipatiche. E trattarle allo stesso modo: come detto, non è che se uno mette in pericolo la sicurezza stradale perché ha bevuto una birra, oppure perché ha la febbre, può essere considerata una cosa diversa, perché quello che dovrebbe contare è il rischio che crei, e non “come”. Pensa a tutti gli incidenti classificati come “malore del conducente”: perché sono tollerabili?

    Per esempio, tanto per citarne una, l’illuminazione stradale ed in particolare degli attraversamenti pedonali. Conoscevo un ragazzo, che purtroppo è stato investito mentre attraversava la strada di notte, sulle strisce, in un attraversamento male illuminato: “fatalità” hanno detto. E aggiungo, già, perché visto che il conducente non era ubriaco non glie ne frega niente a nessuno! Invece la qualità delle strade, e non è un fattore che non si può controllare.

    E l’aspetto più importante: si avrebbe molta più efficacia, come detto più volte, se anziché inasprire le sanzioni, si aumentassero i CONTROLLI, perché sono quelli che mancano. Se aumenti le sanzioni, o riduci i limiti, i nuovi limiti vengono rispettati solo da chi è uno che rispetta i limiti. Uno che guida con una bottiglia di superalcolici in corpo, pensi che gli interessi qualcosa se il limite era 0.8, 0.5 o zero? Io penso di proprio no. E uno così lo fermi solo se fai i controlli, e lo si poteva punire anche se il limite era 0.8! Se ci si limita ad alzare le sanzioni o ridurre i limiti, si ottengono solo sanzioni esemplari dopo che sono successe le tragedie. Che invece, con i controlli si potrebbero evitare.

  7. Non sono del tutto d’accordo con il ragionamento, però sono d’accordo sui controlli: è abbastanza inutile parlare di abbassare o cambiare i limiti, se poi tanto non li si fa rispettare.

    E poi mi pare che la velocità sia ampiamente sottovalutato come elemento di rischio: volendo prendere spunto da quel che sembra sia successo a Roma (condoglianze alle famiglie), finché non si sapeva che il tipo che guidava aveva bevuto, c’era già chi parlava di tragica fatalità, mentre adesso è (giustamente) un criminale. Ma andare a 150 all’ora in centro città è un crimine, e soprattutto è una rulette russa, anche se lo si fa da sobri!

  8. La pretesa di oggettivizzare la realtà in alcuni semplici dati statistici è a mio avviso da biasimare. I dati statistici non servono per fare previsioni sul futuro, ma sintetizzano in numeri gli eventi accaduti nel passato.
    Detto questo a mio parere si tralasciano due aspetti in questa serie di interventi:
    1) il fattore fortuna. Non è una stupidaggine. Se per ogni infrazione ci fosse un incidente, allora qualsiasi cosa aumenti la probabilità di commettere infrazioni sarebbe causa di incidente. Ma non è così.
    E’ scientificamente provato che l’alcol in dosi anche moderate può indurre una distorsione delle capacità percettive e propriocettive tali da rendere più probabile commettere un’infrazione o una violazione delle norme stradali. Ma, pur commettendo più infrazioni della media, pur avendo riflessi meno pronti, non capita ogni minuto di dover evitare un pedone, schivare una macchina, evitare di uccidere un leprotto e così via.
    Dunque un’indagine statistica è pressoché impossibile perché si dovrebbe analizzare allora anche la frequenza degli eventi che mettono alla prova i riflessi, cosa che ritengo abbastanza difficoltosa, non essendo io il Padreterno.
    2)La necessità di bere. Se, come si dice, si vuole passare una serata in pizzeria e si deve per forza guidare, si eviti di bere. Se è vero che non è sicura la relazione alcol-incidente, è quantomeno sospetta. Dunque, si eviti.
    Se io sospetto che un tizio vestito di nero e con il passamontagna sia un malfattore, lo evito. Magari era solo un motociclista appena sceso dalla moto. Ma chissenefrega, non posso aspettare che mi derubi per dire che era un malfattore.
    Pertanto, se la comunità scientifica è per la maggior parte concorde sulla dannosità dell’alcol sulle capacità mentali e percettive, non serve sapere la percentuale di incidenti legati ad alcol. Lo si dovrebbe evitare.
    Allo stesso modo si dovrebbe rimanere sempre concentrati, rispettare sé stessi e gli altri, capire quando si può guidare e quando no, quando si può guardare la donna sul sedile accanto e quando no. Se tutti aspettassimo le statistiche prima di evitare comportamenti sbagliati, sarebbe un casino allucinante.

    Concludo dicendo: chi di voi alla maturità, ad un colloquio importante, ad un esame, ad un test è andato con anche una sola birra in corpo? Forse qualche temerario, o qualche irrimediabile alcolista. Beh, vi dico che per guidare è necessaria una concentrazione molto maggiore di quella che si deve avere per superare un esame, un concorso. Per cui più siamo lucidi, meglio sarà. O le statistiche diranno il contrario? Aspetto il Mannaimer di turno…

    Cordiali saluti

  9. Credo che nessuno di voi abbia scritto cavolate.
    Sono convinto che tutta l’attenzione che lo stato sta mettendo nei controlli per l’alcool non sia neanche lontamente paragonabile a quella che stanno mettendo nella prevenzione ad esempio…dei furti…o dello spaccio…ecc.
    Il motivo credo sia solamente economico…se prendono un ladro di soldi ne spendono, se prendono un “0,55 brillo” di soldi ne guadagnano.
    Parlo del nostro stato in terza persona, volutamente.

    cordiali saluti

  10. se vai dietro al calcolo che hai fatto sembrerebbe che chi beve sia al riparo dagli incidenti: il 75% delle persone bevono, il 50% degli incidenti le riguardano quindi stupido io che non bevo, da domani mi carico così entro nel 75% e per i grandi numeri è piu difficiel che faccia io un incidente!!!
    se vuoi avere un dato serio devi mettere in conto che solo il 10-20% dei guidatori guida in stato di ebrezza, 10 – 20% di guidatori che è responsabile del 50% degli incidenti, messa così diventa una statistica: se l’alcool non fosse influente ci sarebbe il 10-20% di incidenti causati dall’alcool, con questi numeri se calcoli il numero medio di incidenti avuti da una persona ‘sana’ e quelli di una persona ‘ubriaca’ noterai che il secondo è dalle 4 alle 9 volte maggiore quindi si hanno dalle 4 alle 9 possibilità in piu di fare un incidente se si è in stato di ebrezza, senza contare che lo stato di ebrezza a livello giuridico (e quindi delle statistiche) è molto basso e quindi nel 10-20% ci sono persone che si manifestano sobrie e nonostante questo le probabilità di incidente sono maggiori.

  11. Il calcolo è infatti una provocazione per mostrare che le statistiche pubblicate finora sono, quantomeno, incomplete, e per questo sono più significative.

    Il tuo ragionamento è dunque giusto, se non per un “piccolo” particolare, e cioè che il tuo “10-20%” è comunque un valore buttato là “ad occhio”. Dato che si tratta di un problema serio, dovrebbe essere affrontato seriamente, non semplicemente con stime buttate un po’ a casaccio, o ancora peggio scelte per fare scalpore e titoli sui giornali.

  12. Il ragionamento è corretto. Lo sostengo sempre anch’io. Statistiche ISTAT sostengono che il 70% degli italiani almeno saltuariamente beve. Per far valere il ragionamento di chi vuole proibire la guida dopo un paio di bicchieri di vino a tutti i costi, bisogna prima calcolare qual’è la percentuale di persone che sono alla guida con almeno una traccia d’alcool. Se questa fosse superiore alla percentuale di incidenti dove è presente l’alcool (improbabile) si dimostrerebbe che l’essere sobri sia addirittura più pericoloso.

    Fatto sta che tali statistiche avrebbero un senso senza adoperare il vago “in presenza di tracce d’alcool” ma semmai dividendole per valori di alcolemia riscontrata.

    Detto questo, guidare da ubriachi è sicuramente pericoloso, ma guidare dopo aver bevuto un po’ di vino a cena… ma mi si faccia il piacere. Saremmo tutti morti.

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