La BCE lascia i tassi invariati: quali le prospettive future?

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La Banca Centrale Europea ieri ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse, in considerazione del fatto che le prospettive appaiono leggermente migliori (o almeno, non peggiori) che in precedenza, dando segnali di stabilizzazione e aumentando le attese di ripresa (anche se relativamente debole) nel l’ormai prossimo 2010.

Va anche aggiunto che una discesa dei tassi sotto l’1,00% (attuale) era secondo molti, da sempre, da considerare  piuttosto improbabile, come avevamo evidenziato già qualche mese fa.

Le prospettive di risalita dell’inflazione, piuttosto, spingerebbero a pensare che nel prossimo futuro potremmo assistere ad un leggero ritocco dei tassi verso l’alto, anche se va detto che l’inflazione attesa tenderà ad “auto-contenersi” per la debolezza del sistema finanziario, soprattutto a livello internazionale, e quindi questo possibile ritocco dei tassi non è detto avvenga a breve, tanto più che perdura la necessità di incentivare invece gli investimenti. L’incertezza infatti rimane comunque alta: ed è interessante notare che la BCE evidenzia come criticità non solo il rischio di aumento dei prezzi delle materie prime, ma anche le tendenze protezionistiche che continuano ad emergere in molti stati, ma che alla fine a livello globale rischiano di creare un rallentamento dell’economia.

In ogni caso, il trend di ripresa dei prezzi è da considerare un segnale positivo, perché oltre ad evidenziare una leggera ripresa della domanda, scongiura i rischi di deflazione, che in molti hanno temuto.

Un altro elemento interessante, è che la Banca Centrale Europea (nel discorso di Jürgen Stark, membro del consiglio) evidenzia in modo molto sintetico e chiaro le cause della crisi, riconducendole ad un insuccesso del funzionamento dei mercati finanziari ma anche delle autorità di regolamentazione.

In particolare, le cause a livello macroeconomico vengono ricondotte a bassi tassi di inflazione e forte crescita in un contesto di squilibri globali, associati ad abbondante liquidità.

A livello di mercati finanziari, le cause della crisi vengono ricondotte a tre elementi principali:

  • “Arbitraggio tra le regolamentazioni” (cioè la pratica di sfruttare le incoerenze e le differenze tra le varie regolamentazioni locali per ottenere profitti);
  • Deterioramento degli standard creditizi;
  • Eccesso di affidamento delle banche sui mercati di breve termine, per la ricerca di finanziamenti.

Un rischio che va evitato, secondo la stessa BCE, è quello di dimenticare le cause della crisi, evitando di “curare” o almeno migliorare il sistema economico-finanziario: una “cura” che se da un lato potrà risultati spiacevole nel breve termine, ma è necessaria se se vogliono porre le basi per una crescita stabile.

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