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Intesa Sanpaolo ha presentato nei giorni scorsi i risultati consolidati del secondo trimestre 2009. Il gruppo ha registrato nel secondo trimestre dell’anno  risultati positivi, con utili per 513 milioni di Euro, inferiori al primo trimestre, ma dove però la banca aveva beneficiato degli effetti di differimento di imposte. Il risultato del semestre si chiude dunque con un utile netto consolidato di 1.588 milioni di Euro, neppure troppo lontano dai 3.107 miliardi di utile raggiunti nel primo semestre 2008, se si considera che in quel risultato erano ricomprese plusvalenze per circa 1,2 miliardi di euro per cessione di partecipazioni e sportelli.

Andando un po’ più “a fondo”, si possono individuare alcuni dati che possono essere descrittivi dell’andamento più generale della crisi economica.  Infatti, il Gruppo Intesa Sanpaolo registra del secondo trimestre 2009 proventi operativi netti pari a 4.731 milioni di euro: un valore che evidenzia una sostanziale ripresa rispetto al trimestre precedente (+14,4%) ma non è ancora ai livelli dello stesso periodo dello scorso anno (-3,98%),

Anche il dato relativo ai risultati dell’attività di negoziazione è molto interessante (e rispecchia, peraltro, quanto scrivevamo sull’andamento delle borse nell’ultimo periodo): infatti sono stati raggiunti risulati postivi per 439 milioni di Euro, un deciso passo in avanti rispetto ai 107 del primo trimestre 2009 ma anche ai 244 milioni del secondo semestre 2008.

Intesa Sanpaolo dichiara di aver puntato a favorire le relazioni di lungo periodo con la clientela, e sarebbe proprio grazie a questo approccio che è stata ottenuta una crescita della raccolta diretta (+5,6%) e dei volumi medi dei crediti (+4,7%) rispetto al giugno 2008.

Intesa Sanpaolo poi sottolinea come l’esposizione di alla crisi dei mutui americani subprime sia solo indiretta (tramite prodotti strutturati di credito) , e quantifica un’esposizione  verso prodotti strutturati di credito con sottostanti attività “US Subprime” per circa 18 milioni di Euro, al 30 giugno 2009. Un valore estremamente modesto se confrontato con i “numeri” del bilancio (e dell’utile) della banca.

In conclusione, il dato di Intesa Sanpaolo conferma come le banche italiane hanno resistito, e stanno resistendo, bene alla crisi: infatti i risultati continuano ad essere positivi, per quanto in contrazione. Un segnale che non ci sono stati gli eccessi avutisi in altri paesi, che hanno letteramente fatto rischiare il collasso del mondo finanziario, ma anzi c’è forse del margine per rendere il sistema bancario italiano più flessibile, per venire maggiormente incontro alle esigenze di imprese e privati.

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