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Torniamo sui tassi Euribor®, di cui abbiamo spesso discusso più volte in passato, per esaminare i grafici aggiornati. Partiamo dal grafico storico dal 1999 (l’introduzione dell’Euribor) a inzio settembre 2009, inserendo anche, come riferimento, il tasso della Banca Centrale Europea.

Grafico storico Euribor (gennaio 1999 - settembre 2009)
Grafico storico Euribor (gennaio 1999 - settembre 2009)

Come si nota abbastanza chiaramente, il periodo di tensione di fine 2008 (quando l’Euribor si era “impennato”, fondamentalmente a causa della sfiducia reciproca tra le banche) sembra essere alle spalle, denotando una apparente normalizzazione del settore bancario e finanziario.

In realtà, si possono notare alcune particolarità. Innanzi tutto, salta all’occhio il fatto che i tassi Euribor tendano attualmente a stare sotto il tasso BCE anziché sopra, abbiano insomma uno spread negativo rispetto ad esso. Questo si nota particolarmente andando a vedere in dettaglio lo spread: proponiamo due grafici (uno che esamina lo spread tra il tasso BCE preso come riferimento, e i tassi Euribor a 1, 3 e 12 mesi, ed uno “meno affollato” che prende in considerazione solo il tasso a 1 mese).

Spread tra i tassi Euribor a 1, 3 e 12 mesi ed il tasso BCE
Spread tra i tassi Euribor a 1, 3 e 12 mesi ed il tasso BCE
Spread tra i tassi Euribor a 1 mese ed il tasso BCE
Spread tra i tassi Euribor a 1 mese ed il tasso BCE

Semplificando, in ipotetiche condizioni di normalità e in tassi costanti, tra tasso Euribor e tasso BCE dovremmo avere un piccolo spread positivo, che può essere inteso come premio per il rischio leggermente maggiore che è insito nelle operazioni interbancarie rispetto a quelle che hanno come controparte la Banca Centrale. Differenze rispetto a questo scenario si possono avere per tre motivi:

  1. attese di variazione dei tassi BCE da parte delle banche
  2. variazione della fiducia reciproca
  3. variazione della domanda/offerta di prestiti interbancari

In quest’ottica, le interpretazioni che possiamo dare sono molteplici. Verrebbe da escludere concrete attese di diminuzione dei tassi BCE (che in pochi sia aspettano scendano sotto l’attuale 1,00%), le motivazioni dello spread negativo possono essere ricondotte alle politiche ed alle iniziative di supporto e fluidificazione del mercato interbancario, attivate come risposta alla crisi finanziaria. Iniziative che hanno avuto l’effetto di avvicinare, sotto alcuni punti di vista, quella delal BCE ad una p0litica di tipo “ZIRP”, di tassi “zero”, insomma. Dall’altro lato, i valori dell’Euribor attuali potrebbero essere giustificati anche da un’offerta di credito che supera la domanda.

Intreressante anche notare lo spread tra i tassi Euribor  a più lungo termine (12 mesi) e quelli a più breve termine (una settiamana e un mese) :

Spread tra i tassi Euribor a 1 settimana/1 mese e quello a 12 mesi
Spread tra i tassi Euribor a 1 settimana/1 mese e quello a 12 mesi

Lo spread tra l’Euribor a 12 mesi e quelli a più breve scadenza è notevolmente aumentato nell’ultimo periodo. Anche questo dato può essere ricondotto a due possibili motivazioni prinicpali:

  1. Le banche si attendono un’aumento significativo dei tassi di interesse entro i prossimi 12 mesi.
  2. E’ implicitamente incorporato un “premio di rischio” maggiorato per i prestiti interbancari a più lunga scadenza.

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