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Fa una strana impressione il fatto che in queste ore il nuovo passante di Mestre sia stato (temporaneamente) chiuso per il troppo traffico, indirizzando gli automobilisti sulla “vecchia” tangenziale. Fa una strana impressione anche il fatto che molti sembrano molto stupiti che il “passante” non abbia risolto tutti i problemi del traffico della zona.

In realtà, il “passante” di Mestre non poteva, magicamente eliminare le code, soprattutto in un contesto come quello di oggi (dove c’è un numero notevole di “vacanzieri”, tutti in viaggio da Venezia in direzione Trieste): infatti, se può elimnare il “collo di bottiglia” della tangenziale di Mestre, non può fare nulla contro il collo di bottiglia immediatamente successivo, e cioè l’intero tratto autostradale successivo, a due corsie. Se arrivano tante auto da una strada a tre corsie e devono imbottigliarsi in due corsie, è inevitabile che si formi una coda.

I problemi del passante somigliano ad una metafora della società e dell’economia italiana, in cui i problemi vengono spesso solo affrontati parzialmente, e poi stupirsi quando ci si rende conto che sono solo spostati (esattamente come gli automobilisti che non si ritrovano in coda a Mestre, ma qualche chilometro dopo). Sembra spesso mancare, in Italia, una “visione complessiva” dei problemi, che così rimangono risolti solo a metà.

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