Il confusiopolio delle compagnie telefoniche

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In questi giorni, che in molti stanno ancora passando sotto l’ombrellone, è in corso un dibattito sul costo degli sms. “Mr. Prezzi” ha annunciato l’avvio di un indagine per verificare il costo degli sms, che in Italia sarebbero troppo alti. Le compagnie telefoniche, al contrario, sostengono che i prezzi sono del tutto ragionevoli, perché i prezzi che il Garante ha preso come riferimento sono i prezzi massimi, che è vero sarebbero alti ma non sarebbero neppure applicati a quasi nessuno: Mr. Prezzi non dovrebbe entrare nel merito di come strutturate le offerte commerciali, perché queste devono essere gestite liberamente dalle aziende (“altrimenti, va vietato anche il 3×2 al supermercato”).

Non pretendiamo certo di dirimere la questione, ma il tema spinge a qualche riflessione:

  • Personalmente mi trovo d’accordo con chi sostiene che se si è convinti che gli sms costano troppo, la soluzione migliore è inviarne di meno (o magari non inviarne affatto), cosa che in molti casi favorirebbe anche la buona educazione, dato che a volte il “vizio” di spedire sms raggiunge livelli addirittura fastidiosi. Invece la telefonia in Italia sembra essere diventato un genere di prima necessità, cosa che sarebbe confermata anche dai dati che indicano come nonostante la crisi le spese per la telefonia aumenti mentre si stringa la cinghia altrove: un fenomeno in corso da lungo tempo di cui avevamo già parlato a gennaio 2008.
  • Corollario della considerazione precedente, è che se si ha un piano tariffario che non si considera conveniente, bisogna cambiare piano o operatore: i c0nsumatori non possono limitarsi a subire le scelte di chi vende, limitandosi spesso a lagnarsi — un sistema basato sul mercato funziona solo se i consumatori attivamente selezionano le offerte migliori, in modo che i produttori siano incentivati a proporre soluzioni favorevoli per gli acquirenti, anziché per i produttori stessi, dato che in quest’ultimo caso non venderebbero nulla.
  • Le considerazioni che si sentono da parte di chi vorrebbe “fare i conti in tasca” agli operatori telefonici sono di una superficialità disarmante. Lungi da me dire che il business della telefonia non è (molto) redditizio, ma dire ad esempio che “agli operatori gli sms non costa nulla, perché usano le loro reti” è oggettivamente una stupidaggine: al limite, si può dire che gli sms comportano per gli operatori dei costi variabili prossimi allo zero, ma è innegabile la presenza di elevati costi fissi per le infrastrutture. Questo “trascurare” i costi fissi è un vizio di molti ma dimostra una scarsa comprensione del funzionamento dei sistemi economici (e non solo). Che importanza ha capire questi aspetti? Semplice, per fare richiestesensate , e capire dove veramente si può ottenere qualcosa — dove è anche più facile ottenere concretamente dei risultati.
  • È però altrettanto indubbio il fatto che la telefonia è il settore in cui per primo si è parlato di confusopolio, cioè di un contesto in cui il successo sul mercato è ottenuto grazie all'”oscuramento”  delle condizioni effettivamente praticate. Sarebbe piuttosto questo il fattore su cui intervenire: massima libertà ai gestori di strutturare le offerte come ritengono più opportuno, ma anche massimo obbligo di comunicare in modo chiaro ai clienti e potenziali tali quali sono le condizioni applicate.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

2 pensieri su “Il confusiopolio delle compagnie telefoniche”

  1. Riguardo:
    dire ad esempio che “agli operatori gli sms non costa nulla, perché usano le loro reti” è oggettivamente una stupidaggine

    Un mio professore ne aveva parlato durante una lezione, e se ricordo bene il discorso era leggermente diverso. Il costo degli sms non è nullo perchè usano le loro reti, ma lo è in quanto gli sms hanno priorità bassa. Cosa significa? Principalmente che la compagnia telefonica progetta e realizza una rete in grado di reggere (tranne eventi particolari) tutto il carico delle telefonate, che ovviamente hanno priorità massima e vanno collegate subito.

    Gli sms invece vengono inviati quando la rete è scarica. Questo significa che una rete solo telefonate e una rete telefonate + sms ha pressapoco lo stesso costo di realizzazione e gestione. Il traffico sms è quindi come un pacchetto regalo per loro, perchè è un servizio che loro aggiungono all’infrastruttura presente con investimenti minimi/irrilevanti.

    A mio avviso quindi non è un discorso così stupido… generalmente il costo delle infrastrutture è dato dal traffico voce. Poi ovviamente ci sono altri fattori da considerare (es. le compagnie potrebbero vendere il traffico voce in pareggio e guadagnare sugli sms, etc) però non è un ragionamento sbagliato a priori.

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