Di nuovo sul passante di Mestre

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L’altro giorno abbiamo scritto del passante di Mestre come metafora dell’Italia. E, a giudicare da alcune mail arrivate e da alcune cose lette in giro, il paragone sembra sempre più calzante.

Noi scrivevamo riferendoci soprattutto allo stupore di chi si stupiva che con il nuovo passante ci fossero comunque code: fatto inevitabile dato che rimangono “imbuti” in tratti successivi.

Questo non vuol dire però che un’opera come il passante di Mestre sia “sbagliatata”, per quanto ovviamente non sia probabilmente perfetta: la questione è che da sola non può certamente risolvere tutti i problemi del traffico del Nord-Est dell’Italia, e chi pensava il contrario era, oggettivamente, un illuso.

Sembra però di riscontrare da parte di molti il solito atteggiamento qualunquista che spesso salta fuori in Italia: “era meglio prima, che spesso nasce dallo sforzo di trovare difetti in tutto ciò che è “diverso dal solito“, che in realtà è spesso solo un atteggiamento mentale che mira — più o meno consciamente — a combattere ogni cambiamento e ogni innovazione.

Ora, se il “passante di Mestre” non ha risolto ogni problema, è del tutto falso che l’abbia peggiorata. Basta una ricerca con Google per vedere come code esattamente analoghe a quelle di sabato scorso vi fossero,  quando il passante non c’era, anzi, erano la normalità in ogni weekend estivo. Tutto questo, ammesso e non concesso che il passante sia un’opera destinata ai vacanzieri: lo scopo del passante dovrebbe essere quello di migliorare il traffico in condizioni “normali”, cosa che per quanto ne possa sapere fa abbastanza bene.

Insomma, tornando all’atteggiamento mentale, cerchiamo di spiegarci con una analogia: è come se una persona, dopo aver fatto un piccolo passo avanti, si accorgesse di essersi spostata di poco, magari meno di quel che sperava. Ma la soluzione non può essere quella di pensare “tanto valeva che non mi muovevo”, ma piuttosto di fare un altro passo, e poi un altro ancora. Altrimenti non ci si può lamentare se si rimane fermi, e gli altri ci sorpassano

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4 pensieri su “Di nuovo sul passante di Mestre”

  1. Un’altra “similitudine” passante-italia è il fatto che le soluzioni proposte sono solamente palliativi e vanno a nascondere il problema anziché risolverlo.
    Molti saltano fuori dicendo che “bisognava deviare il traffico sulla tangenziale di Mestre”: ma a che cavolo sarebbe servito? E’ una pura idiozia.
    Invece che avere 30Km sul passante, ci sarebbero stati 15 sul passante e 15 sulla tangenziale, che poi sarebbero confluiti nello stesso punto e quindi ci avrebbero messo uguale tempo a smaltirsi, dato che sarebbero comunque passate lo *stesso* numero di auto. E’ come se a uno sportello ci si mette in fila per due anziché uno dietro l’altro: verranno anche meno metri di coda, ma il tempo che ci metti non cambia.
    L’obiettivo sembra quello di nascondere i problemi: 15km di coda non fanno notizia quindi va bene. Ma se invece di metterci 3 ore a passare una coda di 30km, uno ci metteva 3 ore per fare 15Km, mi sembra ridicolo dire che il problema sarebbe stato risolto…

  2. L’unica critica “vera” che si può fare è quella che le segnalazioni sul traffico non erano adeguate, ma questo non è un problema solo del passante, ma di tutta italia.

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