Aspettative di inflazione e crescita: i dati della Banca d’Italia

6 Flares 6 Flares ×

Sono stati resi noti i risultati dell‘indagine trimestrale Banca d’Italia – Il Sole 24 Ore sulle aspettative di inflazione e crescita, le cui interviste si sono svolte a giugno su un campione di poco meno di 500 aziende. L’indagine richiedeva alle imprese è stato chiesto di formulare previsioni sia su temi macroeconomici, quali l’andamento del tasso d’inflazione e la situazione generale del sistema produttivo italiano, sia su aspetti legati alla propria operatività. Vediamo brevemente i principali elementi che emergono dallo studio:

  • Inflazione: le attese sono di un tasso di inflazione dell’1,4% a dodici mesi, e in leggero aumento (1,9% a 24 mesi).
  • Prezzi di vendita: è interessante notare che le aziende per fare fronte alla crisi economica hanno ridotto i prezzi praticati (-0,6% nell’industria e -0,3% nei servizi) con la significativa eccezione del Nord-Est, dove risulta un aumento dei prezzi intorno all’1,2%. Per il futuro le aziende prevedono un aumento dei prezzi intorno allo 0,8%, ma sarà determinante l’andamento dei prezzi delle materie prime e, non ultimo, cosa faranno i concorrenti.
  • Situazione economica generale: secondo le valutazioni delle aziende, la crisi sembrerebbe aver toccato il fondo. Per circa metà delle imprese coinvolte nello stdio la situazione economica generale è invariata rispetto a tre mesi e la quota di imprese che “non escludono” un miglioramento dell’economia nei prossimi tre mesi aumenta (per la seconda volta consecutiva) passando dal 32,4% al 53,8%. Anche qui, non tutta Italia è uguale: ad essere meno pessimiste sono le aziende del Nord-Ovest, ed in generale quelle con più di 1.000 dipendenti.
  • Condizioni per l’investimento: anche in questo caso, la maggior parte delle imprese giudica invariate le condizioni per investire. Un indicatore significativo è dato dalla differenza tra la percentuale di quanti giudicano la situazione in miglioramento e quanti le giudicano in peggioramento, che passa da –44,4% a –12,8%, quindi le aspettative rimangono negative, ma con segnali importanti di risalita, soprattutto nel campo dell’industria.
  • Accesso al credito: anche per quanto riguarda il credito, troviamo dati in linea con una stabilizzazione della situazione. Nelle opinioni delle imprese si sarebbe parzialmente attenuato il deterioramento delle condizioni di accesso al credito (la quota che segnala un peggioramento è scesa dal 37,2% al 27,8%, rispetto a marzo).
  • Occupazione: le aspettative sull’occupazione sono complessivamente negative, in linea con quelle dell’indagine di marzo, anche se la situazione appare per molti versi eterogenea: ad essere più pessimiste le imprese industriali, rispetto a quelle del terziario, e quelle di grandi dimensioni. Nel complesso le aziende non sono orientate verso la strada dei licenziamenti, ma prevedono comunque un blocco delle assunzioni e il non rinnovo dei contratti a tempo determinato.

Val la pena evidenziare che le aspettative delle aziende non sempre si traducono in realtà (ad esempio, in giugno il tasso di inflazione effettivo è stato dello 0,6%, mentre le aspettative delle aziende — emerse nella precedente indagine — indicavano un valore di addirittura 3 punti superiore). Si tratta però di dati importanti, dato che le aspettative sono determinanti per le scelte che faranno le aziende nei prossimi mesi.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]