Accordo ABI-SACE per facilitare la concessione di credito alle imprese

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Uno dei problemi principali della situazione economica attuale è la maggiore difficoltà con cui le imprese possono accedere al credito. Per certi versi comprensibilmente, dato che stiamo attraversando una crisi nata sostanzialmente da una estrema leggerezza nella concessione dei prestiti. Ma comprensibile o no, è un fattore che mette in grossa difficoltà molte aziende, che vedono la liquidità di fatto collassare.

È in questo contesto che si collocano la serie di accordi che ABI (l’Associazione Bancaria Italiana) sta stringendo (avevamo scritto qualche tempo fa degli accordi con la Cassa Depositi e Prestiti e Confindustria): si tratta fondamentalmente di cercare di “sbloccare” il sistema dei prestiti in Italia.

È di pochi giorni fa l’accordo di ABI con SACE, società specializzata nell’assicurazione del credito. L’accordo prevede due punti principali:

  • la garanzia SACE sulle anticipazioni bancarie concesse alle imprese che abbiano crediti verso la Pubblica Amministrazione (PA);
  • la garanzia SACE sui finanziamenti erogati dalle banche alle piccole e medie imprese (PMI) con provvista della Cassa Depositi e Prestiti (CDP).

Il senso dell’accrodo dovrebbe apparire abbastanza chiaro. Viene ridotto il rischio per le banche, che in questo modo possono evitare di essere eccessivamente restrittive nella concessione dei prestiti, e in teoria riducendone il costo: vengono ridimensionate le “perdite attese”, che sono uno degli elementi che vanno ad incidere sul tasso di interesse poi praticato alla clientela.

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