Ma in Polonia il PIL cresce

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Abbiamo spesso parlato delle grosse difficoltà economiche dei paesi dell’Est Europa (ad esempio, l’Ungheria), e val la pena citare una significativa eccezione, la Polonia, il cui PIL nel primo trimestre 2009 è cresciuto, su base annua, dello 0,8%. Secondo quanto riporta Bloomberg, è cresciuta anche la spesa nel settore immobilare, del 3,3%, a rendere ancor più significativa l’eccezione.

Il motivo di questo risultato è probabilmente da ricondurre a due elementi significativi:

  • Ridotta dipendenza dalle esportazioni, che pesano “solo” per il 40% del PIL, contro ad esempio il 60% della Lituania o l’oltre 75% della Repubblica Ceca, che ha reso la Polonia meno esposta al “contagio” della crisi negli altri Paesi.
  • Maggiori “dimensioni” dell’economia, con un PIL nominale di oltre 525 miliardi di dollari che mette la Polonia al 19° posto mondiale, decisamente maggiore degli altri paesi dell’area, che probabilmente implica una maggiore diversificazione dell’economia, e quindi una minore esposizione al rischio.
  • Una precedente crescita meno “esplosiva”, ma evidentemente più sostenibile, meno basata su elementi speculativi. Che potrebbe essere una conferma della tesi che la crisi finanziaria nasce in realtà dalla de-sopravvalutazione di molti valori economici.

Anche se la Polonia ha ricevuto un prestito dal Fondo Monetario Internazionale, il tipo di intervento del FMI è diverso che in paesi quali Lettonia, la già citata Ungheria o l’Ucraina. Non un “soccorso”, ma un prestito tagliato su misura di un debitore affidabile.

Va sottolineato un aspetto non secondario: il ridotto peso dalle esportazioni ha permesso anche di non “difendere” più di tanto la moneta nazionale, con lo Zloty che ha perso circa il 30% sull’Euro, e quindi di risparmiare le risorse che ciò avrebbe consumato.

L’aspettativa è comunque un leggero peggioramento dello “stato di salute” dell’economia nei prossimi trimestri, ma l’attesa è per una crescita forse anche negativa, ma molto vicina allo zero. Che di questi tempi, è quasi un record.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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