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La rischiosità di una banca non è un problema che riguarda solo l’ipotesi di “fallimento” (che ricordiamo, comunque interesserebbe solo in misura marginale i correntisti e i “prestatari”). Infatti, secondo uno studio degli analisti della Banca d’Italia, la rischiosità di una banca influenza la sua capacità di offrire credito. Il motivo può essere spiegato anche in parole semplici: infatti, una banca poco “rischiosa” ha più facilità ad accedere ai mercati per raccogliere risorse, che può quindi utilizzare per il credito.

L’aspetto interessante è che sembrerebbe smentito una delle convinzioni che hanno fatto da “giustificazione” allo sviluppo della cosiddetta ingegneria finanziaria, e cioè che la sua espansione — anche con approcci “speculativi”, fuori dalle logica di “assicuraizone contro il rischio” alla base della nascita di molti strumenti utilizzati — permettesse una maggiore competitività delle istituzioni finanziarie.

Infatti, sarebbero le banche meno rischiose ad essere caratterizzate da un’offerta di credito più ampia e meno sensibile a mutamenti delle condizioni monetarie. Si tratta di un risultato ottenuto sulla base di un campione di circa 3.000 banche, classificate in base al rischio. Una classificazione non semplice, dato che lo studio ha anche evidenziato come gli indicatori di bilancio prevalentemente utilizzati finora non sono del tutti identificativi del rischio, misurato in questo caso tenendo conto di una stima dell’Expected Default Frequency (che misura la percezione da parte del mercato del rischio di fallimento), ma che avrebbe dato comunque risultati interessanti, dato che le banche “meno rischiose” sembrano anche soffrire meno, in termini di contrazione dei prestiti concessi, delle variazioni verso l’alto dei tassi di interesse di riferimento.

Si tratta di conclusioni interessanti anche perché evidenziano una spinta “sistemica” per le banche in direzione di una minore rischiosità, che non è quindi solo un “esigenza etica“, ma una possibile fonte di vantaggio competitivo per gli istituti finanziari.

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