Dati Eurostat: Italia record di tasse sul lavoro dipendente

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Secondo i dati dell’Eurostat, l’Italia è il paese dell’Unione Europea dove il peso delle tasse è maggiore sul lavoro dipendente. Si tratta di un calcolo che comprende tasse e contributi sociali, valutandone il peso nel costo del lavoro, un aspetto spesso non evidenziato come dovrebbe.

In Italia, tasse e contributi costituiscono il 44% del costo del lavoro. Per capire cosa vuol dire, traduciamolo in numeri: un dipendente che percepisce 1.000 Euro, ne costa all’azienda circa 1.785 a causa del fisco. La media europea è decisamente più bassa, intorno al 34%, con paesi come l’Irlanda dove il peso del fisco è appena il 27,5%.

E’ una problematica non banale, che infulenza sia la competitività delle aziende che i salari (ricordiamo che, secondo le stime OCSE, gli stipendi italiani sono tra i più bassi dei paesi membri). Anche qui, traduciamo in qualche numero esemplificativo, per rendere l’idea:

  • A parità di salario percepito dal dipendente: se un lavoratore che riceve 1.000 Euro, questo costa all’impresa italiana 1.785 euro, contro i 1.515€ di un’impresa europea. Una differenza che inevitabilmente si riflette sui costi del prodotto e quindi sulle possibilità di “conquistare” il mercato.
  • A parità di costo per l’azienda: se un’azienda italiana sborsa 1.785 Euro per un lavoratore, e a questo arrivano in tasca 1.000 Euro, nel caso di un’azienda “media” europea che sborsi la stessa cifra, al lavoratore europeo arriverebbero in tasca 1.178€.

L’aspetto che forse avrete notato da questi conti, e che è il motivo per cui abbiamo scritto all’inizio che è un tema sottovalutato, è che, in un certo senso, l’effetto della tassazione può essere considerato più che proporzionale sullo stipendio netto. Infatti stiamo parlando del peso sul costo complessivo del lavoratore: fatto questo 100, se la tassazione scende da 50 a 40, lo stipendio cresce da 50 a 60. Una riduzione della tassazione di 10 punti percentuali porta in realtà ad un aumento del salario netto del 20% rispetto al valore precedente alla riduzione.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

2 pensieri su “Dati Eurostat: Italia record di tasse sul lavoro dipendente”

  1. Purtroppo questo articolo pecca di presentare una situazione meno gravoso di quanto è effettivamente.

    Vi porto questo esempio: stipendio netto di 1.500 euri mensili comporta un costo per l’azienda di 3.125 euri, perciò tasse e contributi costituiscono il 52% del costo del lavoro.

    Nell’esempio citato per dare 1.000 euri netti occorre spendere 2.48 euri con tasse e contributi costituiscono il 51% del costo del lavoro.

    Se si passasse davvero al 44%, come citato nell’articolo, le aziende avrebbero un impulso benefico sulla maggiore capacità produttiva esorbitante che forse riporterebbe l’Italia ad essere pericolosa per i nostri vicini europei, e forse anche per la Cina. Ma tant’è, … forse c’è chi lo sa ma non lo vuole.

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