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Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio MutuiOnline, continua l’incremento di domanda di mutui a tasso variabile, passando dal 18,2% del primo semestre 2008 al 47,4% di questi primi mesi del 2009.

Abbiamo già scritto più volte del fatto che questo costituisce un rischio, dato che inevitabilmente i tassi torneranno a salire, con effetti che peseranno inevitabilmente sulle tasche di chi ha scelto questo tipo di mutui. Un mutuo di 100.000 Euro, di durata 30 anni, con un tasso al 2,50% comporta rate di circa 395 Euro al mese. Lo stesso mutuo, con un tasso del 5,00% (valore che non è anomalo rispetto allo storico del tasso Euribor, che è il tasso cui sono indicizzati i mutui a tasso variabile), comporterebbe rate di 536 Euro.

Ancora una volta, è bene evidenziare che la scelta di un mutuo a tasso variabile può essere buona, ma deve essere consapevole. Può essere buona nel senso che può permettere di risparmiare nel breve periodo, anche considerato che nelle fasi iniziali del rimborso di un mutuo gli interessi costituiscono il “peso” maggiore — sempre che i tassi rimangano bassi per sufficiente tempo. Questo però a fronte di una variabilità del tasso che espone ad incrementi anche molto sostanziali della rata da pagare, che bisogna essere in grado di gestire: il timore è che però in molti casi si sia di fronte in un classico caso di quello che abbiamo chiamato “abuso del prestito” (che, non dimentichiamo, è stato nelle sue varie forme la causa scatenante della crisi attuale), contando sul fatto che se qualcosa va storto, qualcuno interverrà a far quadrare i conti, come è stato già fatto.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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