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Abbiamo parlato qualche giorno fa delle difficoltà delle economie dell’Est Europa: spostandoci ancora un po’ ad est, incontriamo Paesi con difficoltà ancora maggiori. Infatti, secondo le dichiarazioni del presidente dell’Ucraina Viktor Yushchenko riportate da Bloomberg, il PIL del paese potrebbe avere subito una contrazione tra il 20 e il 23% nel primo trimestre 2009. Numeri che disegnano, per il paese ex-Sovietico, uno scenario ben oltre la “semplice” recessione, indicando pesanti effetti che non saranno cancellati entro pochi mesi.

Numeri non ancora confermati, che però secondo alcuni economisti sarebbero addirittura ottimistici, dato che secondo alcune stime in Ucraina la produzione industriale avrebbe subito una contrazione del 32%, il comparto costruzioni sarebbe crollato del 50%, i trasporti segnerebbero circa un -25%. Dati che fanno stimare un -30% per il PIL nel 1° trimestre 2009.

Si tratta di una situazione estremamanete difficile, che può complicare l’accesso ai fondi del Fondo Monetario Internazionale, dato che il prestito d’emergenza di 16 miliardi di dollari concesso dal FMI (e di cui finora l’Ucraina ha ricevuto solo una parte) era basato sull’ipotesi di una contrazione dell’economia intorno all’8%, in tutto il 2009.

La “questione Ucraina” potrebbe avere conseguenze molto dirette anche sui consumatori Europei. Infatti, Gazprom si è dichiarata preoccupata del fatto che l’Ucraina potrebbe non pagare “la bolletta del gas” di maggio. E’ chiaro che questo potrebbe risvegliare le tensioni tra Russia ed Ucraina circa le forniture di gas (che, ricorderete, avevano portato ad un blocco delle forniture anche per l’Europa), un’ipotesi neppure troppo ventilata dalla stessa Russia che avrebbe invitato l’Unione Europea ad aiutare in qualche modo l’Ucraina nel pagamento dei conti, proprio per evitare la possibilità di una nuova “crisi del gas”.

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