Quando la BCE abbassa i tassi, non è per fare costare meno i mutui…

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La BCE ha abbassato i tassi, portandoli all’1,00%, peraltro come era stato previsto. Come al solito, la cosa è stata occasione di polemiche, perché molti sostengono che questa riduzione non si traduce in un analogo riduzione dei tassi per chi sta pagando un mutuo. Tralasciando il problema dell’identità mutuo = tasso variabile, che è un approccio al problema quantomeno distorto, è bene ricordare ancora una volta che i tassi di riferimento sulla base dei quali viene calcolato l’interesse applicato al mutuo non è in generale quello della BCE.

Il problema va visto anche sotto una luce diversa, e cioè che se la BCE è arrivata ad abbassare i tassi a livelli record (perché è bene non farsi venire l’idea che 1,00% sia un tasso normale) il motivo è la poca fluidità del mercato interbancario e il momento difficile dell’economia — che però vuol dire anche un maggiore rischio per chi emette un prestito, che è uno degli elementi che influenzano poi i tassi offerti dalle banche.

Va però detto che è corretto sollevare il problema, dato che è un dato di fatto che vi sono alcune banche italiane avrebbero segnato risultati in crescita nel 2008, nonostante il periodo non certo roseo per la finanza, ma si tratta di situazioni che andrebbero analizzate caso per caso.

È però bene evidenziare che, per quanto l’effetto dei tassi BCE sia molto discusso da molti solo in realazione ai tassi dei mutui, questo non è l’unico scopo delle variazioni dei tassi.

Lo scopo della riduzione dei tassi, soprattutto nelle condizioni attuali di mercato, è piuttosto quello di facilitare la raccolta di capitali e risorse da parte delle aziende. Infatti gli investitori (di ogni tipo) vengono “costretti” a scegliere la borsa, anziché il basso rendimento della liquidità. Questo effetto sulle imprese è tutt’altro che secondario per i consumatori, dato che solo se le imprese (che, per la cronaca, è bene non confondere con gli imprenditori) dispongono di adeguate risorse possono funzionare correttamente, e offrire quindi occupazione.

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