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L’OCSE ha confermato che anche nel 2008 i salari italiani sono tra i più bassi dei 30 paesi che fanno parte dell’organizzazione. La cosa ovviamente non suscita alcuna sorpresa, dato che già negli anni scorsi era stato evidenziato questo dato, e stravolgimenti improvvisi sono decisamente improbabili.

Mi pare però il caso di evidenziare ancora una volta, dato che meriterebbe ben più attenzione, il fatto che i bassi salari sono strettamente legati alla bassa produttività nel nostro Paese. Che non vuol dire che bisognerebbe lavorare “di più“, ma che bisognerebbe lavorare “meglio“. In altre parole, il problema dell’Italia è che gran parte del lavoro è dedicato a produzioni a basso valore aggiunto, o comunque a prodotti con poche ulteriori possibilità di espansione (prendiamo l’auto, che è un mercato decisamente saturo) con scarsissima attenzione all’innovazione. Come detto più volte, da noi si punta ormai a conservare, anziché a creare. Alla faccia della presunta creatività italiana.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. Considerando poi che la pressochè inesistente mobilità sociale tende al consolidamento delle rendite acquisite e a tramandare queste a figli, nipoti, ecc. con conseguente azzeramento di qualsiasi spirito imprenditoriale

  2. Ciao Marco!

    Considerando che comunque in Italia si campa e mediamente bene…pensi che questi dati sarebbero molto diversi se venisse incluso tutto il reddito da lavoro in nero, che comunque è una fetta importante (oppure già è considerato!?).

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