L'occupazione va tutelata ad ogni costo?

0 Flares 0 Flares ×

Probabilmente avrete già letto o sentito delle tensioni alla manifestazione a Torino delgi operai del gruppo Fiat. Lancio solo un piccolo spunto di riflessione. Ovviamente va fatto tutto il possibile per tutelare i posti di lavoro. Ma le cose, come al solito, non sono solo bianche o nere, ed hanno una complessità ben maggiore.

Supponiamo che un’azienda abbia uno stabilimento che è economicamente sconveniente mantenere attivo. Tenere aperto a tutti i costi vuol dire che i prodotti costeranno di più, e che quindi non saranno acquistati, anche perché checché se ne dica, al momento dell’acquisto il consumatore medio non guarda in faccia a nessuno. Facendo l’esempio “Fiat”, è difficile pensare che molti acquirenti, messi di fronte ad un’ipotetica scelta, tra una 500 prodotta in Italia e una prodotta in Polonia, quest’ultima ipoteticamente in vendita a 1.000 Euro in meno, pagherebbero questa differenza per tutelare l’occupazione italiana (e se magari qualche italiano lo farebbe, oltre i nostri confini è uno scenario decisamente remoto).

Per colmare questa differenza di costi, può chiaramente intervenire in qualche modo un soggetto quale lo Stato, finanziando direttamente o indirettamente l’attività dell’azienda. Questo però vuol dire ripartire dei costi sulla collettività, sottraendo risorse ad altri impieghi, che magari in termini assoluti potrebbero essere ben più benefici per l’occupazione. È meglio investire per tutelare 5.000 lavoratori che sono già occupati, oppure per creare 50.000 nuovi posti di lavoro? Come abbiamo scritto in passato, può essere pericoloso limitare a guardare lo status quo, ed è proprio questo atteggiamento che è una delle cause del declino costante dell’economia italiana.
Inoltre, merita di essere evidenziato un aspetto relativo alle “nazionalizzazioni” (ipotesi talvolta tirate in ballo quando si parla di grosse aziende in crisi), e cioè che il fatto che la proprietà sia pubblica non può essere intesa come una “scusa” per non operare secondo efficienza. Non è, insomma, che siccome le perdite vengono suddivise tra tutti coloro che pagano le tasse possa essere una giustificazione per considerare accettabile avere grosse perdite. Tradotto, vuol dire che il fatto che un’azienda sia di proprietà privata o dello Stato non cambia nulla.

Per concludere, quindi, è giusto licenziare, oppure tutelare i dipendenti? Non abbiamo certo noi la risposta, che però è molto più complessa di quanto può apparire superficialmente. In ogni caso, sembra evidente che il problema non può prescindere dal tenere conto anche delle esigenze di efficacia ed efficienza dell’azienda (nel medio-lungo periodo), per non avere “cure peggiori del male”.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

2 pensieri su “L'occupazione va tutelata ad ogni costo?”

  1. Perfettamente d’accordo con te.

    Purtroppo però è più facile (e più conveniente politacamente) salvare 10 posti di lavoro nel breve periodo (scaricandone i costi sulla collettività) che crearne 100 nel medio periodo.

    E’ un discorso che non vale solo per il nostro paese, anche in molti altri paesi europei si sta diffondendo. Purtroppo stiamo invecchiando (non solo come età media ma anche come spirito innovatore) e le nuove economie asiatiche ci supereranno.

I commenti sono chiusi.