Lettonia a rischio default

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La crisi finanziaria continua a colpire duramente la Lettonia, che corre un concreto rischio di default. È già da qualche settimana che i mercati prendono come concreta prospettiva quest’ipotesi, dato che i Credit Default Swap (in pratica l'”assicurazione” che tutela gli investitori contro il default) sui Titoli di Stato Lettoni sono praticamente decuplicati di prezzo nel corso dell’ultimo mese. Nei giorni scorsi, Moody ha abbassato il rating della Lettonia, assieme a quello della Lituania.

Il problema è che la Lettonia non è riuscita a rispettare le richieste del Fondo Monetario Internazionale, che aveva chiesto che la Lettonia si impegnasse a mantenere un deficit entro il 5% del PIL, perché fosse attivato un pacchetto di aiuti da 7,5 miliardi di Euro.

Il problema infatti è che, riprendendo le parole del governo lettone, il pacchetto (e i relativi parametri da rispettare) era stato definito sull’ipotesi di una contrazione del PIL del 5%, mentre le ultime previsioni indicano un ben più fosco -12%, e vi sarebbero stime ancora peggiori. Un valore significativo, ma che deve essere confrontato anche con il +10% e oltre segnato negli anni scorsi: in altre parole, una rapida contrazione che segue una rapida crescita.

Il problema della contrazione del PIL è comunque duplice. In primo luogo, per una questione puramente matematica: se il debito (e quindi le spese pubbliche) devono essere in propozione al PIL, e questo diminuisce, allora devono essere diminuite anche le spese per mantenere il rapporto.

D’altra parte, una maggiore contrazione del PIL richiederebbe invece un maggiore sostegno all’economia, e quindi maggiori spese. Ecco quindi che la Lettonia sta premendo perché venga rivisto il piano di aiuti del Fondo Monetario Internazionale.

Di contro, però il Fondo Monetario Internazionale è restio ad accettare di applicare condizioni che possano comportare rischi eccessivi (infatti l’intervento si configura di fatto come un prestito, e quindi devono essere offerte adeguate garanzie). Non si tratta di una fissazione fine a sé stessa, ma è piuttosto data dal fatto che altrimenti il costo di un mancato rimborso si ripartirebbe alla fine sugli altri paesi. Senza contare peraltro il fatto che interventi costosi (e ricordiamo che ogni operazione è più costosa tanto più è rischiosa) toglierebbe risorse per interventi in altri Stati in caso di necessità.

Insomma, si tratta di una situazione difficile, che potrebbe chiaramente avere ripercussioni, dato che un’eventuale insolvenza di un Paese va a incidere su chi detiene i Titoli di Stato. Non solo risparmiatori, ma anche imprese e altri Stati. Trascurando la prima categoria, per le quali sono evidenti le conseguenze, è intuitivo che la cosa non farebbe certo bene a imprese (o Stati) con conti già traballanti, con il rischio paventato dai più pessimisti dello scatenarsi di un effetto a catena.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

3 pensieri su “Lettonia a rischio default”

  1. Ciao, ti rilancio il precedente quesito, gentilissimo se trovi il tempo di aiutarmi, grazie!

    Cristiano

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