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La fiducia nell’economia in Europa si sta riprendendo, con una crescita ad aprile dell’Economic Sentiment Indicator, uno degli indici che misura appunto la “fiducia nell’economia”, che è risalito a 67.2 dal minimo storico toccato a marzo (64,7). Va detto però che siamo a livelli di fiducia ancora bassi, dato che la media storica (calcolata sul periodo 1990-2008) è 100.

Ciononostante, è un segnale, seppur debole (non tutti gli indici di fiducia sono coerenti), di cui tenere conto. Non tanto, a mio parere, per dire che la crisi è finita, ma piuttosto che si sta iniziando a “razionalizzare” e a comprendere la situazione.

Un aspetto interessante è che il Paese dove l'”aumento di fiducia” è più sostanziale è l’Italia, con un aumento di ben 6,4 punti, contro il +5,1 di Gran Bretagna e il modesto +0,8 della Germania. Un dato che però va forse interpretato anche in relazione ad un eccesso di pessimismo che probabilmente si era avuto nel nostro paese.

Si tratta di un dato che è in linea anche con la crescita (effettiva e prevista) degli ordini e delle esportazioni, che sono tornati a salire rispetto ai minimi toccati a inizio anno, anche se va detto che al momento la capacità produttiva utilizzata è ai livelli più bassi dal 1990 (71%), cosa che potrebbe avere ricadute in termini occupazionali, con le conseguenze a catena che questo potrebbe causare.


Economic Sentiment Indicator (da European Commission Business & Consumer Surveys) — EU = Unione Europea, EA = Area Euro

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