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I dati sull’occupazione USA di ieri sono stati giudicati positivi da molti analisti, anzi migliori delle attese, con una perdita di 491.000 posti di lavoro in USA in aprile, contro un’attesa di -600.000.

Tralasciando il tema di come nascano le attese, che non sempre sono figlie di valutazioni adeguate, viene da evidenziare come a quanto pare in economia “meglio” ormai sembri voglia dire che “si è peggiorati meno di prima”. Certamente, se si ipotizza una curva a “U”, lo scendere più lentamente è il primo passo che avvicina al risalire, ma non vuol ancora dire che le cose vanno bene.

Senza voler fare i pessimisti a tutti i costi l’unico dato certo è che sembra che ci sia molta voglia di mettersi la crisi alle spalle. Che è certamente un elemento importante, ma probabilmente non basta da solo a chiudere il “capitolo crisi”. Gli effetti sull'”economia reale” sono infatti probabilmente tutt’altro che esauriti, ed è ancora difficile da capire quali sono le prospettive per il futuro. Insomma, può darsi che l’apocalisse che qualcuno (irrazionalmente?) si aspettava sia più lontana, ma i rischi di depressione o stagnazione dell’economia sono ancora lontani dall’essere scampati.

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