Dal 1° ottobre le somme versate con assegno dovranno essere disponibili entro 5 giorni

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Dal 1° ottobre 2008 le banche aderenti al Consorzio Pattichiari si impegnano a rendere disponibili le somme versate con assegno al massimo entro 5 giorni lavorativi. Quello dei giorni di valuta, dei tempi di disponibilità e di non stornabilità delle somme versate è un problema in molti conti correnti, dato che spesso i tempi sono anche molto lunghi (non è un’anomalia raggiungere i 7 giorni lavorativi nel caso di movimenti tra banche diverse).

Si tratta di aspetti molto importanti — non poter disporre delle somme versate se non quasi due settimane dopo può essere estramamente critico per chi usa gli assegni in modo non saltuario — che però spesso passano in secondo piano nella scelta di un conto (dove di solito si privilegiano i puri e semplici tassi di interesse applicati). Ecco perché ripetiamo sempre che un conto va scelto attentamente in base alle proprie esigenze, informandosi accuratamente.

Se sicuramente si tratta di un passo in avanti, va detto che anche 5 giorni è un tempo tutt’altro che breve: è vero che, oltre ai tempi tecnici, le banche hanno sempre “giocato” sui giorni di valuta per creare il proprio margine di profitto (e quindi, oggettivamente, non ci si può aspettare che cambino business da un giorno all’altro), va detto che le aspettative degli utenti sono su tempi decisamente inferiori, quantomeno confrontabili con quelle dei bonifici, e quindi al massimo di 2-3 giorni. Anche perché è un controsenso che, se si va in banca con un assegno circolare (che è pagabile a vista) è possibile ricevere subito i contanti mentre può avvenire che si debba attendere qualche giorno per avere le somme disponibili, se si decide di versarlo sul conto corrente.

Insomma, l’esigenza di snellire i tempi di assegni e strumenti simili è un’esigenza di mercato: difficile non pensare che la loro rigidità sia uno dei motivi di crescente disaffezione verso questi strumenti (come abbiamo avuto modo di vedere, due terzi degli italiani credono che il futuro sarà della “moneta elettronica”).

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