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Ieri si è svolto il convegno “low cost di qualità e competitività nel settore finanziario“, organizzato da Assolowcost, la Associazione Europea del Low Cost di Qualità, della cui nascita avevamo parlato qualche tempo fa.

Il convegno è stato centrato su come anche per mutui, conti correnti e prestiti personali sia possibile offrire risparmi per i consumatori, ottenendo al contempo buoni risultati per le aziende. L’aspetto dei risultati economici non è secondario, anche dal punto di vista dell’utente, per un duplice motivo: il primo è la garanzia della solidità dell’azienda (se guadagna, può anche ripagare i debiti), un tema che la crisi finanziaria attuale ha portato sotto i riflettori, e il secondo è che oggettivamente solo se le aziende hanno una convenienza ad offrire servizi a basso costo, l’utente può sperare di vederli sul mercato (come abbiamo detto più volte, però, in questo l’utente gioca un ruolo fondamentale dato che deve preoccuparsi di informarsi e scegliere quello che è più conveniente per lui).

I dati infatti mostrano che non solo le offerte online (canale “principe” per il low cost) sono più convenienti, sia in termini di maggiori tassi offerti per il risparmio che di minori costi per i prestiti, ma anche che il rapporto redditività/investimenti delle imprese “low cost” è molto più favorevole che nel caso degli istituti finanziari tradizionali, grazie alla maggiore efficienza, ottenuta grazie alla possibilità di razionalizzare l’attività. Nel caso dei servizi offerti online, questo avviene anche grazie all’eliminazione della necessità di una massiccia presenza fisica sul territorio per offrire i servizi.

L’aspetto chiave del “low cost di qualità” infatti non è il basso prezzo, ma la focalizzazione su un target specifico e sulle sue esigenze. Infatti il prezzo (inteso nel caso delle banche come interesse offert o richiesto) è solo uno degli elementi cui presta attenzione il consumatore: è un fattore chiave ad esempio la trasparenza e chiarezza delle offerte, ottenuta anche grazie alla semplificazione (di fatto, “tagliando” il superfluo, cioè i servizi che alla specifica tipologia di utente non interessano).

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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