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Abbiamo parlato ieri della forzatura dell’interpretazione dei dati sulla vendita di case negli USA (il “sorprendente” aumento delle compravendite è riconducibile ad un prevedibile andamento stagionale).

Oggi evidenziamo un’ulteriore dato “controverso” sui dati delle vendite, questa volta di nuove case.
Infatti, i dati del Census Bureau americano indicano una crescita del 4,7% a febbraio rispetto a gennaio. A parte i discorsi di stagionalità, c’è un altro elemento che evidenzia Barry Ritholtz: l’assurdo intervallo d’errore. Che è ±18,3%.

Non credo serva essere esperti in statistica per dire che dire che un dato come 4,7% ±18,3% è un dato totalmente privo di significato. In pratica, il Census Bureau dice che la crescita (o la contrazione) tra febbraio e gennaio è stata tra il -13,6% e il 23%! Personalmente, avrei evitato di diffondere il dato, piuttosto che diffondere una tale ridicolaggine.

E, per la cronaca, il dato in ogni caso è tutt’altro che positivo, dato che comunque si parla di -41.1% rispetto a febbraio 2008. ± 7,9%, che non è proprio un intervallo d’errore stretto, ma è già un passo in avanti…

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