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Avevamo scritto un po’ di settimane fa delle promesse di Filippo Cavazzuti, neo-presidente di PattiChiari (il consorzio che mira a promuove la qualità e l’efficienza del mercato e l’educazione finanziaria). Sembra che le promesse non siano cadute nel vuoto, e qualche novità sembra essere arrivata.

È di qualche giorno fa la notizia che una cinquantina di banche (su un totale di circa 150) non hanno rinnovato l’adesione a PattiChiari. Il motivo sarebbe che adesso, per aderire, devono rispettare un disciplinare di 30 punti. In precedenza, invece, era previsto un disciplinare in 10 punti, ma era sufficiente che una banca aderisse solo ad alcuni per poter comunque utilizzare il marchio del consorzio (che vuol dire, in altre parole, che il marchio non valeva nulla…).

Si tratta, a mio parere, di un fatto positivo, perché è importante contribuire a “fare selezione”, distinguendo l’eccellenza dalla mediocrità. Peraltro, nel caso specifico è una questione di coerenza, dato che è un controsenso che un organismo che dovrebbe promuovere la trasparenza, non si capisca come operi.

Un fatto importante, perché la trasparenza, che bisogna riconoscere in lento ma continuo aumento nel mondo finanziario, non è un “regalo” delle banche ma la loro risposta a specifiche richieste del mercato. In altre parole, ci si è resi conto che una strategia basata sulla chiarezza è più efficace di una strategia basata sull’ambiguità.

È importante quindi che questa “pressione” del mercato continui, ed è però importante che i consumatori migliorino la loro conoscenza del mondo della finanza, per indirizzare nella giusta direzione questa pressione. Ma soprattutto perché rimane inutile avere informazioni chiare, se poi non le si sa interpretare…

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. anche IWBank è uscita… da cliente soddisfatto mi lascia comunque perplessa questa scelta? Opinioni?

  2. La lista di chi c’è/non c’è vedo di postarla al più presto.

    Credo che il caso delle banche online “pure” sia un po’ a parte, perché in effetti potrebbe avere senso che lavorino in modo diverso da quanto previsto da PattiChiari.

    Va anche aggiunto un aspetto, che diverse banche hanno evidenziato, e forse in diversi casi ha un peso rilevante: il costo dell’adesione al consorzio.

    Purtroppo, non è possibile distinguere chi è uscito perché non rispetta i requisiti, e chi perché è uscito perché considera la partecipazione il consorzio un costo inutile…

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