USA: un piano per i proprietari in difficoltà, ma il problema resta che le case costano troppo (anche in Italia)

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Nei giorni scorsi il Dipartimento del Tesoro USA ha lanciato un piano da 275 miliardi di dollari per aiutare i proprietari in difficoltà. Si tratta di un piano che dovrebbe andare a toccare circa 9 milioni di famiglie che stanno pagando il mutuo. Si tratta di un piano eterogeneo, che da un lato prevede un aiuto diretto ad una parte delle famiglie, per ridurre il peso degli interessi, dall’altro prevede una “iniezione di capitale” in Fannie Mae e Freddie Mac, in modo che possano permettersi di offrire prestiti a tassi ridotti.

Resta però aperto il problema della svalutazione degli immobili, nonché del mercato immobiliare praticamente fermo. Il punto (e si tratta di considerazioni che, con le dovute proporzioni, valgono anche per il nostro Paese) è che nonostante i prezzi delle case siano diminuiti, in qualche caso anche sensibilmente, i prezzi rimangono decisamente alti.

Sono molto interessanti i dati proposti da CalculatedRisk, in questo senso, che ha calcolato che, mentre dagli anni 50 a fine degli anni 90 la somma del valore degli immobili e del debito per i mutui è sempre oscillata tra l’80% e il 100% del Prodotto Interno Lordo (con qualche “sforamento”), intorno al 2005-2006 questo rapporto aveva sfiorato il 170%. Con la discesa di prezzo degli immobili, questo valore si sarebbe ridotto al 130% circa, e quindi si sarebbe ben lontani da un valore “normale”.

Del resto (e questa osservazione vale a maggior ragione anche per l’Italia) non serve fare molti calcoli per rendersi conto che le case continuano a costare tanto: se una ipotetica giovane coppia, con stipendi “medi” e senza particolari risparmi (o aiuti dai genitori), fatica a comprare una casa “normale”, trovandosi nel migliore dei casi con rate di mutuo difficili da gestire, è evidente che ancora qualcosa non va nel mercato immobiliare.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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