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Facciamo una piccola divagazione nel mondo del marketing per parlare della strategia FUD (Fear, Uncertainity and Doubt, ovvero Paura, Incertezza e Dubbio). Per quanto molti forse non siano a conoscenza della sua esplicita esistenza, si tratta di una strategia che ha lo scopo di creare paure, incertezze e dubbi sui prodotti della concorrenza, di solito allo scopo primario di evitare una “fuga” di clienti verso questa. Ovviamente (almeno quando è applicata in modo sfacciato) si tratta di una pratica che può essere sanzionata, anche perché di solito viene applicata da parte dei market leader, allo scopo di “tutelare” il proprio bacino di clientela.

Nonostante ciò si tratta di una pratica estremamente diffusa: il mondo informatico ne è un esempio tipico (IBM a suo tempo e Microsoft più recentemente sono state accusate di creare dubbi ingiustificati sull’affidabilità dei prodotti concorrenti per preservare le proprie quote di mercato). Anche la politica (italiana in particolare) vi fa largo ricorso: basti pensare a quanto tempo molti politici (di ogni schieramento) impieghino a motivare quanto siano cattive le idee degli altri, anziché a spiegare le proprie.

Ma la strategia FUD è ampiamente utilizzata anche in campo finanziario (e non poteva essere altrimenti…): il caso tipico è il cliente che va allo sportello e “minaccia” di passare ad una banca online, a cui lo sportellista spesso rispondeva evidenziando presunti rischi delle banche online.

La lezione? Semplice, che quando qualcuno che è in conflitto di interesse sull’argomento non solo tenderà a evidenziare la convenienza di fare qualcosa che va a suo vantaggio, ma anche ad evidenziare (a volte anche in modo “esagerato”) gli svantaggi del fare qualcosa che non va a suo vantaggio. Non dovrebbe essere una sorpresa: purtroppo (o per fortuna) prima di fare una qualunque scelta è necessario raccogliere il maggior numero di informazioni possibili, dalle fonti più diverse.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

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