I conti pubblici dello Stato possono trarre vantaggio dalla situazione dei mercati?

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Riguardando il recente post sul rendimento dei BOT (e dei Titoli di Stato in generale), non ho potuto fare a meno di pensare a come si comporterebbe un’azienda in uno scenario di questo tipo, al posto dello Stato.

Infatti, in pratica in questo momento allo Stato il debito costa “poco”, cioè deve pagarvi meno interessi di prima. Chiaramente, questa non sarà una condizione eterna, e quando i mercati torneranno a normalizzarsi, anche il costo del debito per lo Stato tornerà a salire. Molte aziende, in un contesto di questo tipo, probabilmente cercherebbero di spostare l’indebitamento sul lungo termine, e quindi sfruttare per il maggior tempo possibile i tassi ridotti.

Nel caso dello Stato, vorrebbe dire ridurre l’emissione di debito a breve termine per preferire l’emissione di titoli pluriennali. Contando che il debito pubblico in Italia ammontava nel 2008 a circa 1.650 miliardi di Euro, poter risparmiare su anche una piccola frazione di interessi vorrebbe dire un risparmio di svariate decine e anche centinaia milioni di euro all’anno. Che non risolveranno i problemi dell’economia italiana, ma male non fanno di certo…

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

3 pensieri su “I conti pubblici dello Stato possono trarre vantaggio dalla situazione dei mercati?”

  1. Hai ragione. Anzi se ci fossero investimenti a breve redditizzi si potrebbe anche indebitarsi di più, ti immagini lo stato che usa le sue private information per comprare azioni poco prima che salgano… anche per ora scenderanno e basta.

  2. Ciao,
    seguo giornalmente il tuo blog che apprezzo particolarmente.

    Una piccola obiezione: i tassi a breve sono crollati (bot annuale a 1.37%) ma i tassi a lungo sono scesi di pocchissimo e rimasti a livelli elevati (4-4.3%).
    In pratica la curva dei tassi si è impennata e allo stato emettere titoli a lungo costa ancora tanto.

    Quindi direi che al contrario allo stato conviene indebitarsi a breve con emissioni massicce di bot e ctz. Denaro a costo prossimo allo zero.

    Non sei d’accordo?

    Tamerlano

  3. Inevitabilmente, i tassi a lungo tendono a variare di meno. Però quando gli spread torneranno a salire, anche i tassi a lungo tenderanno ad aumentare (anche se in misura minore).

    Il punto, nel mio ragionamento, era che l’effetto di un tasso a lungo però si ha per molti anni, e quindi da questo punto di vista il risparmio può essere “prolungato” nel tempo.

    Idealmente, la strategia perfetta in un caso come questo sarebbe usare debito a breve finché la situazione è quella attuale, e passare poi al debito a lungo appena prima che i tassi tornino a salire.

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