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General Motors e Chrysler (quest’ultma nonostante l’accordo con Fiat, che però non ha portato liquidità) rischiano di essere costrette al fallimento.

Il problema è infatti dato dalla “priorità” del prestito concesso dal governo USA. Infatti, al momento questa priorità è bassa, e rispetto a questo sarebbero privilegiati i prestiti di diverse banche private (che quindi avrebbero la precedenza in caso di rimborso solo parziale del debito complessivo). Chiaramente questo è un problema per il governo, dato che mette aumenta il rischio cui sono espositi i soldi dei contribuenti nell’operazione di salvataggio, e il Dipartimento del Tesoro avrebbe incaricato uno studio legale per cercare di aumentare la propria “posizione” tra i creditori.

Se questo “avanzamento” non avvenisse, però, è estremamente verosimile che il governo ponga la dichiarazione di fallimento come prerequisito come ulteriori aiuti (la cui necessità sembra molto probabile), in quanto in questo modo potrebbe avvalersi della legislazione relativa ai prestiti a soggetti in fase di “riorganizzazione”, che hanno dichiarato fallimento, che gli garantirebbe priorità assoluta rispetto agli altri debiti.

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