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Il tasso Euribor ha continuato la sua discesa, ed il tasso a 3 mesi (usato come riferimento per molti mutui) è sceso sotto il 2%. Abbiamo dunque raggiunto una situazione in cui il tasso Euribor è inferiore a quello BCE. Il perché di tassi così bassi è facilmente spiegato da una serie di iniziative che hanno mirato a ridurre la tensione nel mercato interbancario (tra cui anche la creazione di un nuovo segmento di mercato, il MIC, da parte della Banca d’Italia), così come è probabile che gli operatori si attendano una riduzione nei prossimi mesi del tasso ufficiale.

La situazione però sembra costituire una beffa per chi fino a ieri si era lamentato di come i tassi indicizzati all’Euribor fossero troppo alti, e aveva preferito i nuovi mutui indicizzati il più stabile tasso BCE. In realtà, però, si tratta di un problema quantomeno malposto.

Lasciamo per un attimo il mondo finanziario, ed immaginiamo di sederci intorno ad un tavolo della roulette: immaginiamo un giocatore che punta un numero, e perde, e si lamenta, chiedendo che però la puntata gli sia restituita. Alla fine, dato che non gli piace rischiare i suoi soldi, smette di puntare e guarda, ma vede che un altro al tavolo vince, e inizia a lamentarsi chiedendo che la vincita venga data anche a lui, anche se non ha puntato.

Per quanto un immaginario giocatore di questo tipo sarebbe etichettato quantomeno come lunatico, sembra essere propiro questo l’atteggiamento di molti nei confronti della finanza, anche nei suoi aspetti relativamente semplici. Non che non sia giusto chiedere condizioni più favorevoli, ma serve sapere di cosa si sta parlando, per il semplice motivo che se si fanno richieste specifiche e realistiche si possono ottenere risultati, altrimenti si dà solo aria alla bocca.

Per cui torniamo a ripetere ancora una volta un aspetto fondamentale: in termini assoluti, in media i tassi più variabili sono quelli che “costano” meno, mentre i tassi semi-fissi o fissi comportano un costo maggiore perché includono un costo che possiamo equiparare ad un'”assicurazione” sulla volatilità del tasso. Di contro, chiaramente i tassi variabili sono (come il nome dice chiaramente, ma sembra che a molti sfugga) variabili, e quindi in alcuni periodi, anche lunghi, possono comportare esborsi maggiori, anche di molto. La scelta non è quindi su cosa “costa meno”, ma sul se e sul quanto una variabilità dell’uscita di cassa sia accettabile e gestibile, ed è in base a questo che va effettuata la scelta.

Banche e Risparmio [http://www.banknoise.com]

Comments

  1. Le considerazioni che ho letto mi sembrano superficiali per un tema in realtà molto delicato. Innanzitutto il parametro Bce è un tasso univoco! L’Euribor si presta alla sfruttamento sistematico da parte degli istitui di credito della troppo evidente assimetria informativa rispetto alla loro clientela. Eur 1mese, 3mesi, 6mesi, … data o media mese precedente … /360 o /365. Confusione resa ancor più indecente dalla mancanza di regole in merito alla tempistica dell’aggiornamento: il parametro Eur 6 mesi usato per rate mensili, ma aggiornato semestralmente da una banca e mensilmente da un’altra. Il tasso BCE potrebbe dare una trasparenza sostanziale (e non la trasparenza formale delle regole del credito). Tasso unico e variazione da effettuare con valuta della modifica del parametro: troppo bello per essere vero!!! E via alla concorrenza vera basata su dati certi e comprensibili anche per i non addetti ai lavori. Inoltre essendo un parametro molto più stabile si presta maggiorme. Che ora l’euribor sia leggeremente inferiore (pochi sono i privilegiati che posseggono l’indicizzazione all’Eur1mese con spread interessante) non deve far pensare che la soluzione BCE sia sballata. L’euribor si sta abbassando soltanto perchè il sistema finanziario ha elaborato un nuovo meccanismo per applicare le proprie truffe. Abbassare il tasso euribor in modo artificioso (non è vero che le banche si scambiano i soldi a quei tassi in questo periodo – è un accordo!!!) e inserire i tassi minimi nei finanziamenti. Così facendo bloccano i ricavi degli impieghi e riducono i costi della raccolta. Il gioco è fatto! Il tutto sostenuto da una fidelizzazione inconscia di molti risparmiatori che sottoscrivono obbligazioni bancarie indicizzate all’euribor flat o con spread negativo!!!.Forse era meglio titolare: Beffa per i mutui indicizzati: molti mutuatari scoprono (o probabilemente non se ne accorgono nemmeno) che il loro contratto ha un tasso minimo (in tal caso la differenza tra BCE e euribor poco conta).

  2. In linea di massima cose che scrivi sono perfettamente condivisibili, ovviamente nel post è necessariamente una semplificazione, sia per questione di spazio che del fatto che ne abbiamo scritto più volte quindi si tende a non riprendere l’intero discorso.

    Sul fatto che il sistema finanziario manchi di trasparenza
    e che le regole non siano chiare, lo abbiamo ripetuto più volte in questo blog.

    Non sono d’accordo con te sul discorso che l’abbassamento dell’Euribor è una “truffa”, che mi pare un po’ qualunquista, anche se è vero che ci sono alcuni elementi di “artificialità” nel tasso attuale.

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